Terra Santa: Faltas (Custodia), “cercate altri insegnanti”. Permessi lavoro prorogati solo fino al 31 dicembre per 170 docenti della Cisgiordania
Per circa 170 docenti palestinesi della Cisgiordania che lavorano nelle scuole cristiane della città, i permessi sono stati prorogati solo fino al 31 dicembre. Il vicario della Custodia: «Senza di loro non possiamo fare scuola».
“Ci hanno detto chiaramente: cercate altri insegnanti, perché non vogliamo vedere persone della Cisgiordania arrivare a Gerusalemme”. A lanciare l’allarme è stato ieri sera padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, intervenendo a Roma alla presentazione del suo libro “Disarmiamo il cuore. La pace possibile nello spirito di san Francesco”, scritto con Pierluigi Senatore. Al centro della denuncia del francescano c’è la sorte di circa 170 insegnanti palestinesi della Cisgiordania che lavorano nelle 15 scuole di Gerusalemme Est, cinque delle quali appartenenti alla Custodia di Terra Santa. Docenti che, in molti casi, insegnano da decenni negli istituti della Città Santa e che all’inizio dell’anno scolastico si sono visti negare i permessi necessari per raggiungere il posto di lavoro. “Parliamo di persone che insegnano a Gerusalemme da quarant’anni. Senza questi insegnanti non possiamo fare scuola”, ha spiegato Faltas. Di fronte al mancato rinnovo delle autorizzazioni, gli istituti scolastici hanno reagito con scioperi e chiusure, aprendo un contenzioso con le autorità israeliane. Il vero nodo, tuttavia, riguarda il futuro. Dopo settimane di trattative, i permessi sono stati rinnovati solo in via temporanea. “Hanno allungato i permessi fino al 31 dicembre di quest’anno. Dopo il 31 dicembre non sappiamo se verranno rinnovati”, ha raccontato il religioso. Una scadenza che pesa sull’intero sistema scolastico della Custodia a Gerusalemme Est. Secondo Faltas, nel corso delle discussioni sono state avanzate proposte giudicate impraticabili, come l’autorizzazione a lavorare soltanto in alcuni giorni della settimana. Alla fine si è giunti a una proroga provvisoria, accompagnata però da un messaggio esplicito rivolto alle scuole: “cercare personale alternativo e ridurre progressivamente la presenza di docenti provenienti dalla Cisgiordania”. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di restrizioni alla mobilità e di crescente pressione sulla popolazione palestinese. “Ormai arrivare a Gerusalemme dalla Cisgiordania è molto difficile”, ha osservato Faltas, ricordando come le limitazioni ai movimenti incidano non soltanto sulla scuola, ma anche sul lavoro, sulla vita familiare e sulla tenuta delle comunità cristiane. Per il francescano, la questione va oltre il semplice problema occupazionale. “Le scuole della Custodia rappresentano infatti uno dei principali luoghi di incontro tra cristiani e musulmani e uno dei pilastri della presenza cristiana in Terra Santa. L’incertezza che grava sui permessi dopo il 31 dicembre – ha concluso – rischia quindi di avere conseguenze ben più ampie, mettendo in difficoltà un sistema educativo che da decenni costituisce un punto di riferimento per migliaia di famiglie palestinesi”.