Un'importante pietra miliare nella ricerca sulla rigenerazione della cornea, aprendo nuove strade per trattare una condizione che finora aveva opzioni terapeutiche limitate
La Croce pellegrina e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani “simboli” della Gmg saranno accolte ed esposte al pubblico il 29 novembre nella cattedrale di Myeongdong dell’arcidiocesi di Seoul, in Corea del Sud, dove si svolgerà la Giornata mondiale della gioventù nel 2027.
Diverse sono le iniziative che l’arcidiocesi di Torino promuove in questi mesi per far conoscere Frassati alle nuove generazioni. In primis attraverso i social media
Si è svolto sabato scorso 23 novembre all’Opsa – con la partecipazione di 230 persone – il convegno promosso dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute della sul tema del “fine vita”.
Accogliendo l’invito delle autorità civili ed ecclesiastiche del Paese, Papa Francesco compirà un viaggio apostolico ad Ajaccio il 15 dicembre, in occasione della conclusione del Congresso “La religiosité populaire en Méditerranée”.
Il 24 novembre, solennità di Cristo Re, la Chiesa universale celebra la XXXIX Gmg, quest'anno sul tema “Quanti sperano nel Signore, camminano senza stancarsi” (Isaia). Nelle diocesi italiane fervono i preparativi che vedranno i giovani partecipare a momenti di festa, a eventi social, a laboratori, veglie di preghiera, testimonianze e pellegrinaggi, anche notturni, a santuari locali. Ne abbiamo parlato con don Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg)
Oggi, 24 novembre, la Chiesa celebra la XXXIX Gmg. Papa Francesco ha scelto come tema un versetto di Isaia, "Quanti sperano nel Signore camminano senza stancarsi", esortando i giovani a coltivare la speranza nonostante le guerre, le ingiustizie sociali, le disuguaglianze, la fame, lo sfruttamento dell’essere umano e del creato. Padre Faltas richiama il pensiero del Pontefice e descrive come i giovani di Terra Santa affrontano queste sfide
“Non è vero, come alcuni pensano, che gli eventi del mondo sono ‘sfuggiti’ dalle mani di Dio. Non è vero che la storia la fanno i violenti, i prepotenti, gli orgogliosi. Molti mali che ci affliggono sono opera dell’uomo, inganno dal Maligno, ma tutto è sottoposto, alla fine, al giudizio di Dio. Quelli che distruggono la gente, che fanno le guerre, che faccia avranno quando si presenteranno davanti al Signore? ‘Perché hai fatto quella guerra? Perché hai ucciso?’. E loro, cosa risponderanno? Il Signore ci lascia liberi, ma non ci lascia soli: pur correggendoci quando cadiamo, non smette mai di amarci e, se lo vogliamo, di risollevarci, perché possiamo riprendere il cammino”.
Uniti nella diversità e diversi nella unità. Forse è questa la grande sfida, ma sarebbe meglio dire opportunità o via che si apre dinanzi a noi. Se è vero che tutto spinge a riconoscerci partecipi di una comunità di destino come umanità, è quanto mai importante avvertire i legami che ci uniscono in maniera imprescindibile quali principio del nostro stesso essere nella infinita diversità dell’umano e come inesauribile risorsa. L’umanesimo planetario è un umanesimo relazionale che ha nel dialogo la sua cifra più propria e che solo nel dialogo può far emergere tutta la sua ricchezza