Siccità: diocesi di Agrigento, “enti preposti trovino soluzioni emergenziali e strutturali risolutive, efficaci, efficienti, economiche e solidali tali da mitigare crisi idrica”

“La Chiesa agrigentina, pastore e popolo fedele in tutte le sue articolazioni, partecipe della grave crisi idrica della città e del territorio che mette a dura prova la vita della gente con un servizio idrico inadeguato, sollecita gli enti preposti a trovare soluzioni emergenziali e strutturali risolutive, efficaci, efficienti, economiche e solidali tali da mitigare la crisi idrica dei comparti civile, agricolo, zootecnico e forestale con costi di gestione proporzionati al servizio reso, vigilando su eventuali speculazioni, su un bene primario, che possano danneggiare i cittadini”.

Perdono di Assisi. Fra Fusarelli (Frati minori): “La conversione personale è premessa e condizione per ogni passo di pace”

Entra nel vivo la solennità, quest’anno legata all’ottavo centenario del dono delle stimmate ricevuto da san Francesco a La Verna. “Varchiamo la soglia della piccola cappella della Porziuncola, contenuta nella grande basilica di Santa Maria degli Angeli, con la memoria di quelle ferite da cui viene una vita nuova”, spiega il ministro generale dei Frati minori, fr. Massimo Fusarelli

C’è bisogno di “costruttori di futuro” impegnati in difesa della vita nascente

Quest’anno l’Equipe Giovani del Movimento per la Vita italiano ha condensato in un titolo significativo ciò che desidera comunicare a chi partecipa al Quarenghi; innanzitutto, che ciascuno di noi è nato per “qualcosa di grande”. E poi l’appello accorato: “costruttori di futuro cercasi”, perché la mission prolife ha bisogno, oggi più che mai, di giovani che amino la vita e che si spendano perché essa sia riconosciuta come il bene più fragile e non negoziabile da difendere, per costruire una società più umana e migliore

Libano. Fady Noun (giornalista): “Nessuno vuole la guerra ma cominciamo a temere una escalation”

Voci da un Libano che piange le sue vittime più piccole uccise nell’attacco israeliano alla periferia meridionale della capitale. “Beirut oggi è come ogni giorno”, racconta Fady Noun, giornalista libanese indipendente. “Il Paese, in questo momento, vive un momento di paura e apprensione. Perché non vogliamo un'escalation ma cominciamo a temere che alcuni limiti siano stati superati. Questo è il trauma”. Il governo mercoledì si è riunito con urgenza per dire che il Libano non vuole la guerra e per dare formalmente mandato al ministro degli Esteri di allacciare tutti i contatti necessari per evitare un'escalation

Libano in ginocchio: vuoto politico, caos economico e l’incubo della guerra

Il Paese dei Cedri sta attraversando una delle più drammatiche fasi della sua storia. Il conflitto con Israele si somma alla crisi economica e istituzionale. "Popoli e Missione" ha raccolto le notizie sulla realtà interna da Myrna Farah, religiosa delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret. "L’80% delle persone vive in uno stato di povertà e in una situazione di grande incertezza rispetto all’alimentazione, l’accesso all’acqua potabile e le cure mediche". Mancano le prospettive per un futuro di pace e si teme una guerra regionale