Un ringraziamento anzitutto a Dio “per il dono dell’esperienza che ci ha dato di vivere, fatta di comunione e sinodalità concreta: l’amicizia, lo scambio sereno e fecondo, i momenti di distesa fraternità condivisi sono il valore aggiunto, la cifra peculiare di questa esperienza che porteremo con noi”. Lo rivolgono i circa 30 vescovi delle aree interne, riuniti ieri e oggi a Benevento, alla fine dell’incontro.
Lo ammetto. Sono vittima di deformazione professionale, ovvero quella tendenza a giudicare e valutare il mondo secondo i principi – e la materia – del mio lavoro, cioè il giornalista e il comunicatore.
Il futuro della democrazia è stato al centro della 50° Settimana sociale dei cattolici in Italia svoltasi a Trieste all’inizio di luglio, un tema più che mai attuale per rispondere alle sfide di questo nostro tempo richiamate anche dal presidente Mattarella: «Nella complessità delle società contemporanee, a criticità conosciute, che mettono a rischio la vita degli Stati e delle comunità, si aggiungono nuovi rischi epocali: quelli ambientali e climatici, sanitari, finanziari, oltre alle sfide indotte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale. Le nostre appaiono sempre più società del rischio, a fronteggiare il quale si disegnano, talora, soluzioni tecnocratiche».
“La notizia che ha fatto in fretta il giro della città e non solo ci ha lasciati sgomenti. Ci si rende conto della solitudine che vivono queste donne e queste madri, spesso molto giovani. E ci si rende conto soprattutto del silenzio assordante di una società insensibile di fronte a situazioni di disagio di donne che spesso vogliono portare a compimento la gravidanza e dare vita ad un cuore che batte mentre non trovano ascolto e sostegno”.
Le immagini che sono passate nei tg e nei talk show dei dodici ragazzi eritrei fanno inorridire. Di fronte alla ricerca di speranza e ad un fenomeno che sta assumendo dimensioni drammatiche, la reazione del camionista al confine con Ventimiglia che ha scoperto nel suo tir le undici ragazze (di cui una incinta) e il ragazzo, è stata veramente disumana. In un video si vede l’autotrasportatore che brandisce una cinghia e colpisce, uno ad uno, quelle persone mentre scendono dal suo veicolo. Una nuova flagellazione per “poveri cristi” per i quali la via crucis non è ancora finita. Guardando quella scena non possiamo non chiederci, al netto di leggi, riflessioni e chiacchere sul fenomeno migratorio, dov’era l’uomo a Ventimiglia? Perché Cristo sappiamo che era con loro a farsi flagellare ancora!
Oltre mille ragazzi, mentre passavano dai 12 ai 18 anni, sono stati ascoltati a tutto tondo dai ricercatori della Fondazione Zancan. La chiave è proprio nell’ascolto
Anche a Venezia dopo Barcellona e Malaga, si fa strada l’idea di “respingere” i turisti a colpi di pistola ad acqua. Non soccombere al turismo è possibile, ecco come. Overtourism Parola di recente conio che indica la sovraesposizione di una città o di un’area alla frequenza turistica. Ma abitare una zona attrattiva non ha solo svantaggi
La nostra Regione si trova in un “punto caldo” del pianeta, qui le temperature saliranno più che altrove. Il 4 luglio è stata presentata la Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici
Centro Veneto Progetti Donna Giornalisti e media ancora incapaci di raccontare casi di violenza sulle donne: troppa attenzione a particolari macabri che allontanano anziché coinvolgere