Come cambierà la formazione dei seminaristi. A Siena l’incontro dei rettori dei Seminari e delle comunità propedeutiche

Chi è il seminarista oggi? Quale il prete di domani? Per quale Chiesa? Quali strumenti per la formazione? Queste le domande centrali emerse dall’Incontro nazionale dei rettori dei Seminari d’Italia e dei responsabili delle Comunità propedeutiche, tenutosi a Siena dal 25 al 28 luglio. Il titolo dell’evento richiama le parole di Santa Caterina da Siena: “Entriamo nella profondità di questo pozzo”, per ascoltare su quale strada lo Spirito chiede di incamminarsi per formare i futuri preti, alla luce della realtà sociale ed ecclesiale in così veloce evoluzione.

L’eremo di Santo Spirito a Majella. Luogo vocazionale di Pietro Celestino

Ognuno viene da un’esperienza o da una vita particolare e sceglie il silenzio per esigenze che altri non hanno. Questo lo porta inevitabilmente a darsi una regola di vita che è diversa da quella di un altro. Scriveva Giovanni Crisostomo: “Gesù Cristo non usa né il nome di laico, né quello di monaco. […] è dunque un errore mostruoso credere che il monaco debba condurre una vita più perfetta, mentre gli altri possano fare a meno di preoccuparsene […]. Quelli che vivono nel mondo e i monaci devono arrivare a un’identica perfezione” (Contro gli oppositori della vita monastica 3,14)

Papa Francesco: “La vecchiaia vissuta nell’attesa del Signore è apologia della fede e annuncia che il meglio deve ancora venire”

Nella seconda udienza generale dopo la pausa di luglio - la prima, la settimana scorsa, è stata dedicata al "pellegrinaggio penitenziale" in Canada - Papa Francesco ha ripreso il ciclo di catechesi dedicate alla vecchiaia. "Tempo proiettato al compimento della promessa: un posto a tavola con Dio", l'ha definita. "Delirante" tentare di "fermare il tempo per volere l'eterna giovinezza"

Tensioni Taiwan-Cina. P. Otfried Chan (vescovi): “Dopo la visita di Pelosi, i rapporti non saranno più gli stessi”

Dopo la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi a Taiwan, la tensione resta ancora alta. Taiwan chiede uno stop delle esercitazioni militari alla Cina ma, solo in queste ultime ore, il ministero della Difesa di Taiwan ha contato un totale di 13 navi e di 39 aerei dell'Esercito popolare di liberazione (Pla) cinese "nella regione circostante". “La tensione tra Taiwan e Cina mi preoccupa”, confida al Sir padre Otfried Chan, segretario generale della Conferenza episcopale regionale cinese – Taiwan. Di qui l'appello: “Più i Paesi occidentali fanno pressione sulla Cina, più la Cina reagisce vigorosamente, a rischio di essere irrazionale”