Mercoledì 29 giugno, nono Tutorial WECA in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la Commissione Vaticana Covid-19. Con Martina Giacomel, Task Force Economia Commissione Vaticana Covid-19
“Non è un giornale pensato per i senzatetto o per i poveri, ma con i senzatetto e con i poveri”. A precisarlo è stato Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, durante la presentazione de L’Osservatore di strada, il nuovo mensile de L’Osservatore Romano, in Sala stampa vaticana.
Svelato il logo del Giubileo voluto dal Papa per il 2025. Ad illustrarne il significato, durante la prima conferenza stampa delle iniziative giubilari, svoltasi nella Sala Regia, è stato mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione. Nel logo, scelto tra 294 proposte provenienti da 213 città e 48 Paesi diversi, con il colore verde campeggia il motto del Giubileo 2025, “Peregrinantes in Spem” (Pellegrini nella speranza).
“Che possa diventare per il mondo intero un contenuto da sperimentare”. E’ l’auspicio espresso dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, durante la prima conferenza stampa di presentazione, in Sala Regia, delle iniziative per il Giubileo 2025, di cui è stato oggi svelato il logo.
“C’è una bella collaborazione tra la Santa Sede, l’amministrazione comunale, la Regione e le altre autorità. Vogliamo coinvolgere tutti”. Lo ha detto mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, conversando con i giornalisti a margine della prima conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il Giubileo del 2025, svoltasi in Sala Regia.
L'autonomia rafforzata di alcune Regioni è il segnale di cui oggi ha bisogno un Paese attraversato da profonde fratture e strutturali disparità di trattamento?
Non è remoto il pericolo di incidenti in grado di far detonare lo scontro, laddove la Russia, per rifornire l’oblast via mare, attraversasse le acque territoriali altrui, in un Baltico sempre più lago atlantico.
Ormai quella di venerdì sera a Melilla – con Ceuta, una delle città del confine di terra tra la Spagna e il Marocco – si delinea come una vera e propria strage di migranti tra l’Europa e l’Africa, la Spagna e il Marocco. Trentasette i morti, centinaia di feriti, soprattutto tra i migranti, ma anche tra gli agenti. La strage, solo l’ultima - tra quelle che in più di vent’anni hanno generato oltre 4000 morti – è avvenuta in Marocco, che insieme alla Spagna, a metà degli anni ’90, ha innalzato i primi due dei sedici muri che oggi sono alle frontiere europee. Un muro alto sei metri di recinzione, finanziato dall’Europa, come altri proposti nel piano europeo 2021-2027
Così Marco Bentivogli, sindacalista e cofondatore di "Base Italia” intervenuto nei giorni scorsi al convegno “Welfare umano” organizzato dalla Comunità di Capodarco di Fermo. “Servono architetti del nuovo lavoro per riprogettare i suoi spazi e compiere il miracolo di tener insieme la dimensione dell’efficienza e quella della cura”