“…in niente altro, se non in preghiera”

Nel filo della narrazione di Marco, i discepoli, rientrati in casa, rivolgono a Gesù la domanda rovente. Chiedono perché essi non hanno potuto liberare il ragazzo posseduto da un demonio muto e sordo, visto che Gesù stesso aveva affidato loro il mandato di predicare la venuta del Regno, con il potere di scacciare i demoni (Mc 3,15). Ai discepoli Gesù risponde, perentorio quanto misterioso: “questo genere, in niente può essere scacciato se non in preghiera”. Quando il Maligno è muto e sordo solo la preghiera lo fronteggia. In preghiera, non “con” la preghiera: pregare non è mai atto strumentale ma è l’atteggiamento profondo della fede, espressione del legame che libera. È il caso serio della fede, mai potere miracolistico

La guerra vissuta dal monastero: in ascolto della sofferenza, pregando per la pace

Quando l’impensabile raggiunge, che fare? Incredulità, sgomento, interrogativi che premono. Serpeggia continuamente “perché?”. Perché si scatenano distruzioni come l’attuale? Non siamo disinformate ma ci rendiamo conto che molto ci sfugge e quanto più tentiamo di capire, tanto più ci sfugge. Ci poniamo in ascolto e fremiamo per entrambi i nostri fratelli e sorelle che combattono. Sono persone come noi che vivevano un quotidiano normale, fra vita di famiglia e vita di lavoro, intessendo relazioni, coltivando interessi. In un attimo tutto viene distrutto o, quanto meno, impedito gravemente

Le armi della penitenza: il digiuno

Il digiuno è il modo con cui vogliamo provare a sospendere per un po’ l’anestesia, andando a toccare il disagio sapienziale che può insegnarci che la vita non ce la diamo da soli, e che tutto, anche un tozzo di pane quando hai fame, è un dono pieno di gioia per cui ringraziare. Tutto è dono, quando smetto di arraffare. Nulla è scontato, quando non ho più nulla. Due anni fa iniziammo la Quaresima in quarantena, e fummo messi a digiuno di relazioni, contatto fisico, libertà di movimento: abbiamo capito, in questi due anni, quanto queste cose siano doni non scontati, e che possiamo fare a meno di molte delle altre cose con cui di solito proviamo ad anestetizzare la paura?

Foggia, mondo del business e associazioni di tutela dei lavoratori insieme contro lo sfruttamento

Princes Industrie Alimentari, Coldiretti Foggia, Oxfam Italia e le organizzazioni sindacali Cgil Flai, Fai Cisl e Uila Uil hanno dato vita a una collaborazione che prevede progetti e iniziative volte a diffondere pratiche etiche e di consapevolezza per contrastare gli episodi di sfruttamento in Capitanata, al fine di promuovere la filiera del pomodoro “Made in Puglia”, dal campo alla tavola dei consumatori

Donne vittima di violenza, “l’accoglienza da sola non basta, servono progetti di concreta autonomia”

Parla Maurizio Artale del Centro Padre Nostro di Palermo che, oltre al Centro antiviolenza Beato Puglisi, da 20 anni nella casa Al Bayt accoglie donne con bambini. “Tutti i risultati che si raggiungono rischiano di essere vanificati se non si investe sulla fase in cui alla donna con i figli viene data la possibilità, sostenuta con un sussidio economico pubblico, di migliorare la situazione lavorativa e di potersi mantenere da sola”