Operazione Paga pantalone. Le menti erano a Padova.

Scoperta una truffa aggravata per l’indebito conseguimento di finanziamenti garantiti dallo stato per 4,3 milioni di euro che da Padova si perpetrava in tutto il territorio nazionale. Sono state complessivamente segnalate all’Autorità Giudiziaria 20 persone fisiche. Due sottoposte agli arresti domiciliari, in quanto ritenuti i principali artefici del meccanismo truffaldino, due all’obbligo di dimora, due aquello di presentazione alla polizia giudiziaria e 23 persone giuridiche per illeciti amministrativi dipendenti da reato.

La Padova di Sebastiano Schiavon. Appuntamento venerdì 18 febbraio alle 18 a Palazzo Santo Stefano

Si terrà venerdì 18 febbraio alle 18 nella Sala Consiglio di Palazzo Santo Stefano in piazza Antenore a Padova, un evento dedicato alla celebrazione del centenario della morte di Sebastiano Schiavon, nota figura che ha svolto la propria attività politica e sindacale anche nel territorio padovano. Il programma prevede i saluti del presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, l’introduzione di Paolo Giaretta e l’intervento di Filiberto Agostini su “La Padova di Sebastiano Schiavon”.

Carlo Sabatini, i giovani anzitutto. Parla il responsabile del settore giovanile del Calcio Padova

«Un po’ di numeri? Dieci le formazioni del settore giovanile, dai ragazzini del 2013 sino alla Primavera, quest’anno formata da 2003 e 2004: un totale di 230 ragazzi. Poi c’è l’Academy, la scuola calcio insomma, e anche qui siamo a 230 unità, iniziando dalla classe dei 2014. Ogni squadra col suo staff naturalmente il che significa un paio di allenatori per i gruppi dei più piccoli, salendo a tre a partire dall’Under 15, mentre sono in quattro in Primavera, tipo insomma prima squadra. Intendo un allenatore, un secondo, un preparatore dei portieri e un preparatore atletico. Per l’attività di base, le prime tre annate, sino ai 2010, il responsabile è Alberto Piva; la fascia intermedia (Under 13, 14 e 15) è curata da Ottorino Cavinato, mentre Under 16, 17 e Primavera le seguo più io direttamente».

Post pandemia. Pollo (antropologo): “Il nostro comportamento a livello collettivo non cambierà”

La rottura c’è e sarà lunga la strada per la riconciliazione. La pandemia ha inasprito i contrasti fra due ali della società: chi approva i vaccini e chi no. Anche la vicenda che riguarda il piccolo di due anni, affetto da cardiopatia, in attesa di un intervento chirurgico, ma per il quale i genitori richiedono una trasfusione di sangue solo da persone non vaccinate contro il Covid, è la dimostrazione che qualcosa si è infranto. Secondo Mario Pollo, antropologo dell’educazione, già docente di sociologia e pedagogia all’Università Lumsa di Roma, “È evidente il mancato riconoscimento delle competenze, delle differenze e delle gerarchie sociali”. E per trarre una eredità positiva dalla pandemia non serve la rimozione ma l’innesco di un processo emotivo che coinvolga tutti.

Aiutiamo i bambini a costruire i ricordi di domani

Due anni di vita sconvolti dal Covid, nella speranza che esca definitivamente dalle nostre esistenze e noi tutti si possa tornare allo scorrere dei giorni. Magari noioso, ma senza l’incubo che ci ha perseguitato. Questi due anni, è bene ricordarlo, hanno un peso specifico diverso a seconda delle età. È certamente così per chi di anni ne ha ben 81 o solo 18. Per non parlare dei bambini di 4 o 5 anni, cioè dell’età in cui i ricordi cominciano a consolidarsi.