I pasti serviti nelle mense scolastiche? Per un italiano su 4 non sono buoni. Il 71% di italiani ritiene che le mense dovrebbero offrire cibi più sani per educare le nuove generazioni. Sono alcuni dei risultati dell'indagine condotta da Coldiretti/Ixè in riferimento a quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione secondo le quali non esiste un “diritto soggettivo” a mangiare il panino portato da casa “nell’orario della mensa e nei locali scolastici” e la gestione del servizio di refezione è rimesso “all’autonomia organizzativa” delle scuole.
Una cinquantina di migranti, fra i 116 sbarcati oggi dalla Nave Gregoretti al porto di Augusta, saranno accolti presso la struttura “Mondo Migliore” di Rocca di Papa.
A dare la notizia il prefetto di Macerata (ex Commissario straordinario in Capitanata), Iolanda Rolli, durate l’audizione in Commissioni riunite Lavoro e Agricoltura sul fenomeno del caporalato. Ascoltato anche il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani che su San Ferdinando parla di “superamento della tendopoli”
Non vedevano un prete cattolico da cinque anni gli indios Waimiri Atroari di Xixau. Né don Benedetto Zampieri si era mai spinto così lontano. La grande sfida è creare una relazione stabile, «eppure visitare le singole case, leggere la Parola di Dio, spalanca sempre i cuori».
Alla vigilia del Sinodo sull'Amazzonia, 200 vescovi brasiliani firmano una lettera in cui chiedono a papa Francesco di riconoscere come martire il missionario italiano comboniano Ezechiele Ramin, padovano, ucciso nel 1985, mentre era impegnato a difendere i diritti delle comunità senza terra, nella diocesi di Cacoal, nello Stato brasiliano della Rondônia. Per dom Zenildo Luiz Pereira da Silva, vescovo della prelatura di Borba, il missionario comboniano “è una figura importante per noi e per il Sinodo, per la sua testimonianza e per l’amore alla missione”.
Promuovere e diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, contribuendo a prevenire e contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali nel tessuto sociale e produttivo. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato martedì 30 luglio da Regione del Veneto, le parti sociali, Anci Veneto, Upi Veneto, Banca d’Italia, Unioncamere del Veneto e Comitato unitario permanente degli ordini e collegi professionali del Veneto.
Il Centro comune di ricerca (Jrc), servizio della Commissione europea che poggia sul lavoro di istituti di ricerca dislocati in cinque Paesi dell’Ue, mette a disposizione queste strutture per i ricercatori di tutta Europa che se ne potranno avvalere per le proprie ricerche e sperimentazioni. Gli Istituti di ricerca sono in: Italia, Germania, Spagna, Belgio e Paesi Bassi e i ricercatori dei Paesi Ue e di quelli associati al programma di ricerca Orizzonte 2020, sono invitati a presentare domanda entro il 30 settembre.