Sono migliaia le persone che partecipano ogni anno alla suggestiva celebrazione del Transito del Santo, la sacra rappresentazione che unisce spiritualità e devozione, nata nel 1931 in occasione del settimo Centenario della morte di Antonio. Si svolge al tramonto della Vigilia, all’ora dei “Primi Vesperi”, la sera che precede la Festa del 13 Giugno, ed apre le celebrazioni che la città dedica al suo Santo.
Se si dà acqua alle radici, il tronco e la chioma ringraziano. Il “ritorno” di un latino piegato tra l’altro alle nuove necessità linguistiche è uno sguardo verso il futuro, per capire meglio, per migliorare se stessi e il mondo. Oltre che aprire la mente e lo spirito
“Sono stato da poco alla frontiera tra Colombia e Venezuela e il ritmo di uscita dal Paese è impressionante”. Lo spiega al Sir Marco Rotunno, responsabile dell’ufficio comunicazione dell’Unhcr Italia, commentando i dati diffusi ieri dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).
Grandi navi sì – grandi navi no. Dopo lo speronamento di domenica scorsa si riaccende il dibattito. Diverse le opzioni possibili, ma non esiste una soluzione ottimale. E questo è uno dei tanti problemi di una città che è un tòpos della mente ma rischia di diventare un non luogo
L'imminente chiusura del Centro per i richiedenti asilo in provincia di Catania preoccupa la Rete antirazzista: "Sistema di accoglienza smantellato". Si teme che i migranti finiscano in strada o che diventino vittime di sfruttamento
Domenica 8 giugno, alle 13, esordisce la nazionale italiana di calcio femminile ai mondiali di Francia. Un movimento che in Italia sta conoscendo un forte sviluppo, trainato anche dalle opportunità di spettacolo e di fatturato intravviste dai grandi club. Storia di uno spettacolo in crescita, contrastato però da molti che vedono messi in discussione certi stereotipi
Il tema del Giugno Antoniano, giunto quest'anno alla tredicesima edizione, è legato all’incontro con l'altro, prendendo spunto da due fatti storici avvenuti entrambi ben 800 anni fa. Due incontri che cambiarono la storia del francescanesimo, quello tra san Francesco e il capo dei musulmani, il sultano al-Malik al-Kamil e quello fra il monaco agostiniano Fernando e cinque frati che si stavano recando in Marocco, inviati da Francesco d’Assisi.
“È stato un momento di dialogo profondo”, racconta al Sir l’arcivescovo di Lussemburgo, mons. Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece: “Si sentivano le preoccupazioni profonde del Santo Padre per l’Europa, per la pace, per i migranti, per il pericolo dei populismi. Tutto questo ha un posto grande nel suo cuore”
Uno sguardo preoccupato per le derive di disintegrazione che si avvertono in Europa e per le conseguenze che questo processo può avere sull’equilibrio di pace in Europa e nel mondo. Ma anche un grandissimo interesse per tutto quanto sta avvenendo dentro i grandi confini del continente europeo. Con questi sentimenti Papa Francesco ha ricevuto il 6 giugno il Comitato permanente della Comece, la Commissione degli episcopali dell’Unione europea. Il Papa è stato informato dai vescovi sugli esiti delle elezioni europee e sulla forte partecipazione al voto.