Il corteo funebre da San Pietro a Santa Maria Maggiore è stato il 48° viaggio, l'ultimo terreno, di Papa Francesco, che fin dall'elezione si è definito "vescovo di Roma". E Roma l'ha ricambiato con un lungo abbraccio, che da piazza San Pietro - luogo dei funerali, a cui hanno partecipato oltre 250mila persone - è proseguito ininterrottamente verso la Basilica Liberiana, luogo della sepoltura e della tumulazione, che avverranno in forma privata. Da domattina sarà possibile l'omaggio alla tomba
Bergoglio fu vescovo ausiliare di Buenos Aires. Il suo attuale successore, mons. Cannavò, al Sir: "I due poli di ‘attrazione’ per i fedeli, in questi giorni, in città, sono stati due, la cattedrale e la basilica di San José de Flores. Moltissime persone stanno accorrendo: portano fiori, pregano intensamente, piangono la morte del Papa che sentivano ‘uno di loro’"
Il card. Semeraro: “Mi rimangono nel cuore la sua ricchezza umana e la fecondità spirituale”. Ricorda il legame personale con Francesco e il segno lasciato nella Chiesa attraverso la riforma, la sinodalità e la testimonianza di una santità semplice
La sua visione sulla riabilitazione fu presentata il 6 ottobre scorso al Congresso Nazionale Simfer di Padova dal Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin
Le cerimonie della Liberazione, quest'anno, cadono nel periodo istituzionalmente di lutto per la morte di Papa Francesco. E si continua a cercare l'unanimità su quest'evento
“Tornerà presto il sole”, scriveva il giovane milanese ai propri familiari dal carcere di San Vittore. Tale speranza per lui non si realizzerà e verrà fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944. Cresciuto nell’Azione cattolica e nella Fuci, durante gli anni della seconda guerra mondiale si attiva per le persone povere e disagiate, inserendosi poi nell’attività resistenziale con le Fiamme Verdi di Teresio Olivelli. Fino al sacrificio della vita. Un libro, pubblicato alla vigilia del 25 aprile, ne ricostruisce il tratto umano e spirituale