Oggi la chiesa celebra la 19a Giornata mondiale per la vita consacrata. In diocesi di Padova sono duemila le religiose e 356 i religiosi, a cui si aggiungono i monaci, le cad, gli eremiti di città e le società di vita apostolica. Una realtà dinamica e variegata che si presenta in cattedrale alle 17 per una "festa" dedicata a a tutti coloro che compiono una scelta che si rinnova giorno dopo giorno e che ha la prerogativa di portare al mondo l'abbraccio di Dio.
Don Paolo Padrini, esperto in comunicazione e nuove tecnologie, esamina il fenomeno: «Il rischio che si corre è certamente la virtualizzazione delle relazioni. Spesso queste applicazioni sono nate dentro una filosofia di vita tesa a controllare e pianificare i nostri rapporti e più in generale la nostra vita, sono strumenti comunicativi forti che definiscono il nostro essere con gli altri».
Lo slogan scelto dai vescovi per la 19a giornata per la vita consacrata fotografa anche la situazione attuale dei religiosi, portati per vocazione a frequentare le periferie esistenziali. L'appuntamento per tutta la chiesa è per lunedì 2 febbraio, giorno della presentazione al tempio di Gesù.
Don Luca Pandolfi, docente di antropologia culturale e sociologia alla Pontificia università Urbaniana (dove studiano in maggioranza studenti stranieri): «Più che far emergere qualcosa che non si sapeva, accende la luce su qualcosa che molti di noi purtroppo sanno e vivono nella loro esperienza quotidiana, ma che si cerca un po' di negare».
Il video integrale dell'intervista che Francesco Jori ha fatto al vescovo Antonio il 24 gennaio 2015 in occasione dell'annuale incontro con i giornalisti della città nel giorno del patrono. Mons. Mattiazzo ha riflettuto a tutto campo, dalla grande crisi che ha cambiato la società veneta ai grandi mutamenti occorsi dopo la caduta del muro di Berlino, fino allo slancio missionario della chiesa padovana e all'assetto dell'oggi e del domani tra vicariati e unità pastorali.