Si calcola che nel mondo intero, negli ultimi 12 mesi, gli account "abbandonati" a causa della morte del titolare siano diversi milioni. Un gigantesco giardino digitale dove le lapidi funerarie sono costruite con tutti i "post", "like", "tweet". Il rischio di essere ricordati per tutte le nostre banalità. Il "qui e ora" e il "taglia e incolla" prenderanno il sopravvento sul ricordo ricostruito e mediato.
A San Donato si festeggia dal 26 al 30 luglio: ristoro, musica, balli... ma anche sostegno all’opera di padre Roberto Calderaro, missionario in Albania. Tutto questo con un’occhio al futuro: in consiglio pastorale si sta già parlando di una futura unità pastorale.
da una parte il paese "vecchio" composto da famiglie che da sempre vivono qui. Dall'altra il "nuovo" con persone arrivate da poco nelle zone residenziali sorte ultimamente. La sagra, dal 25 al 29 luglio dedicata alla madre di Maria, è uno strumento formidabile per unire tutta la comunità.
A Sandon, durante la sagra intitolata a san Giacomo, in programma dal 24 al 30 luglio, i due patroni (Giacomo e Agata) faranno il loro ingresso in chiesa sotto forma di icone. Più precisamente, saranno presentati alla comunità, portati di persona da due famiglie della parrocchia, in occasione della messa delle 10 domenica 27 luglio, presieduta dal vescovo Antonio Mattiazzo.
Il comune dice no alle scommesse on line: disattivati i link che consentono l’accesso ai siti dove è possibile fare una scommessa per chi si collega dalla rete wifi comunale Iperbole.
Società schermate, conflitti d'interesse, contratti che impongono milioni di euro in pubblicità. La denuncia nel corso della presentazione del libro Vite in gioco. Oltre la slot economia, di Carlo Cefaloni: «Bisogna intervenire sulle concessioni. Andare oltre la questione patologie e al divieto di pubblicità previsto nel Testo Unico».
«Nel 2005 erano pochi a parlare in rete della propria malattia – spiega Romina, del gruppo di Oltreilcancro.it che riunisce diversi autori – Superata la terapia, in famiglia mi dicevano che era passato tutto, non se ne poteva più parlare. Mi sentivo castrata, avevo il bisogno di raccontare e ho capito che era la strada giusta per proseguire il mio percorso di guarigione e per aiutare altri, perché spesso si rimane soli».