Dal 27 al 29 maggio a Torreglia una tre giorni di festa “medievale” dall’altissimo tasso artistico e culturale. L’appuntamento è ormai entrato nella tradizione e vede parrocchia e comune insieme. Domenica 29 conversazione con Andrea Nante sul quadro donato da Facciolati e, nel pomeriggio, la presentazione del carme che Tommaseo ha dedicato alla cittadina.
Con lui in panchina, l'Unione sportiva Arcella ha centrato uno storico traguardo: il salto dalla Seconda categoria alla Promozione. L'ultima volta risale a 60 anni fa. Un allenatore ambizioso che ha portato professionalità e disciplina in un gruppo che vuole ancora crescere.
“L’incontro è il messaggio”. È quanto ha detto papa Francesco accogliendo in Vaticano lo sceicco Ahmed al Tayyeb, Grande Imam di al-Azhar, la celebre università musulmana sunnita del Cairo.
Un giro in bicicletta pomeridiano organizzato dal comitato "Rete Arcella viva" per ribadire il "no" a parcheggi e supermercati che porteranno inquinamento in un quartiere che ha bisogno di verde e di piste ciclabili
Alexandru Marcinschi si è trasferito vent'anni fa dalla Repubblica di Moldavia. E' il presidente dell’associazione culturale “Baştina”, traducibile con “luogo d’origine, di provenienza”, con cui promuove la cultura della sua terra d’origine attraverso eventi durante le festività sacre, ma anche sfilate di costumi tradizionali.
Dallo sviluppo caotico e senza norme del periodo postbellico, l'Arcella ha assunto una fisionomia urbana differente in più punti in base alle industrie. Dopo il ricollocamento della fabbrica Sangati, il progetto dell'architetto Gregotti voleva riqualificare la zona con edifici avveniristici: è rimasta, invece, solo la torre in piazza Azzurri d'Italia, mentre il quartiere avverte la mancanza di uno spazio d'integrazione e di luoghi verdi.
Al centro della catechesi del mercoledì, davanti a 28 mila fedeli, la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro, da cui emerge il "grido silenzioso" dei poveri in un mondo in cui "immense ricchezze sono nelle mani di pochi" . "Ignorare il povero è disprezzare Dio", la lezione.
Agita, l’associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, presenta i risultati della terapia di gruppo con giocatori e familiari dopo 3 anni di trattamento: il 92 per cento non gioca più, in calo ostilità e depressione. Identikit di chi ha chiesto aiuto in 18 anni di attività: uno su tre giocava alle slot, il 14 per cento al Gratta e vinci. Le donne, sole e in situazione più critica.