«Chi perseguita i cristiani non chiede loro se sono ortodossi o cattolici. Il sangue cristiano è lo stesso»

Cinquant'anni dopo lo storico incontro tra Paolo VI e Athenagoras, papa Francesco e il patriarca Bartolomeo entrano mano nella mano a Gerusalemme e raggiungono la pietra dove fu deposto il corpo di Gesù e si inginocchiano in silenzio e pregano. Le loro parole coraggiose e i loro gesti eloquenti appaiono una solenne promessa di riconciliazione. Firmata una lunga dichiarazione congiunta.

«Offro la mia casa in Vaticano per pregare insieme»

Il sorprendente invito del papa è stato subito raccolto dai due presidenti. L'incontro dovrebbe svolgersi prestissimo. Ma la domenica di Francesco è stata anche contrassegnata da un altro gesto senza precedenti: la preghiera silenziosa con la mano appoggiata al muro di separazione israeliano. Poi il bagno di folla a Betlemme e la successiva riaffermazione: «La soluzione di due stati diventi realtà».

A fatica, ma l’Europa tiene

Per la prima volta dal 1979, quando l'europarlamento fu votato direttamente dai cittadini, l'astensione non cresce: il numero dei votanti è sicuramente modesto (43 per cento), ma in linea con quello del 2009. All'Eurocamera irrompe la politica vera e propria, fatta di consensi elettorali, partiti, programmi, leader, strategie e alleanze. Il nome del prossimo presidente della Commissione ne sarà una riprova.

1428: a Monteortone apparve la Madonna

Era il 28 maggio del 1428 quando la Madonna apparve a Pietro Falco, guarendolo e indicandogli il luogo dove era sommerso un quadro con la sua immagine. Ritrovata grazie ad accurate ricerche la data esatta, si è deciso per la prima volta quest’anno di festeggiarla con una serie di iniziative religiose e culturali che culmineranno sabato 31 maggio alle 21, con una rievocazione storica dei fatti che hanno dato origine al santuario mariano.

Se la “generazione Erasmus” dice no all’Europa

Il sociologo Piergiorgio Corbetta analizza le scelte della generazione Erasmus che sembra rifiutare i partiti tradizionali quando non addirittura il voto: «In tutta Europa c'è una situazione di crisi e c'è bisogno di trovare un capro espiatorio. Per esempio, l'euro…». A questo si aggiunge che i giovani «hanno meno fedeltà di partito, e sono più propensi ad abbracciare nuove idee». Inoltre «non hanno idea di classe, sono deideologizzati».

«Lievito di unità fra il popolo. Con lo sguardo di Dio»

Papa Francesco, aprendo l'assemblea dei vescovi italiani, ha delineato il ritratto del pastore che ha a cuore il popolo che gli è affidato. Un identikit impegnativo che offre, al discernimento dei singoli credenti e delle comunità ecclesiali, una traccia significativa di riflessione sul modello di chiesa che a lui sta a cuore. Sollecitato «un annuncio cadenzato sull’eloquenza dei gesti». Necessaria la presenza nella famiglia, tra i disoccupati e i migranti.

Votare si deve. Nonostante tutto

Più facile recarsi alle urne per le amministrative. Più complicato trovare le motivazioni giuste per il rinnovo del parlamento europeo. Abbiamo una moneta comune, ma dobbiamo ancora gettare le basi per una politica comune. Accadrà questa volta, pur in presenza di una forte spinta nazionalista e populista? Difficile dirlo.