Parole disarmate, armi deposte, tavoli di pace. Speranza lecita?

Guerra in Europa e sanguinosi conflitti sparsi per il mondo. Roboanti e minacciose dichiarazioni dei leader. Industrie belliche che tornano a produrre a pieno regime. Deve per forza essere questo lo scenario che ci attende? Il Papa invoca la pace, sarà ascoltato? Il vocabolario di Ursula von der Leyen sembra riecheggiare l'adagio "si vis pacem, para bellum". Quale il ruolo dell'Europa nata sulle ceneri della guerra mondiale? Interrogativi che tornano alla vigilia del Consiglio europeo di Bruxelles

Sisci, “in un mondo armato, essenziale la diplomazia disarmata dalla Santa Sede”

“Oggi più che mai servirebbe uno spazio per la Santa Sede. Proprio perché tutti si armano per sedersi al tavolo dei negoziati, diventa tanto più importante il ruolo di un protagonista come quello della Santa Sede. Una diplomazia disarmata, indipendente perché non legata in alcun modo a patti politici paralleli e disinteressata a interessi economici. La Santa Sede è estranea a tutti questi equilibri. È un vero e autentico ricercatore di pace esterno e quindi, in teoria potrebbe giocare un ruolo di mediazione, di ragionevolezza”.  

Ue e rimpatrio migranti: diritto e diritti

“Con tassi di rimpatrio in tutta l’Ue attualmente pari solo al 20% e con una frammentazione dei diversi sistemi che si presta ad abusi, è necessario un quadro giuridico moderno, più semplice ed efficace”. Così la Commissione europea ha presentato la necessità di un nuovo regolamento per i rimpatri dei migranti. La proposta dell'Esecutivo, che ha suscitato diverse prese di posizione critiche, passa ora per competenza a Consiglio e Parlamento europeo