Rami di olivo e militari schierati a presidiare le chiese. Così, in Libano, ci si avvicina alla Pasqua. Da Beirut a Tripoli, alle città e villaggi più piccoli, dove essere cristiani significa manifestarlo in una molteplicità di confessioni
Si muove nello stesso perimetro tematico della miniserie Netflix “Adolescence”. Parliamo del nuovo film di Ivano De Matteo, “Una figlia”, che fotografa il deragliamento di una famiglia per l’improvviso, inspiegabile, atto di violenza di una quindicenne perbene. In sala anche la commedia sentimentale “L’amore, in teoria” firmata Luca Lucini, a vent’anni da “Tre metri sopra il cielo”
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi
Athenagoras di Terme della Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia (Patriarcato ecumenico) spiega al Sir l’ostacolo più importante che impedisce oggi alle Chiese di Occidente e di Oriente di celebrare la Pasqua in una data comune. “Nessuno in Oriente ha la possibilità di cambiare qualche cosa che è stato stabilito da un Concilio, se non un nuovo Concilio”. Ma aggiunge: “C'è un movimento molto importante tra le Chiese” e “una grande disponibilità da parte di Papa Francesco”
Cristiani, cattolici e ortodossi saranno uniti nel celebrare la passione, morte e resurrezione di Gesù. Nello stesso giorno, 20 aprile, cade la Pesach, la Pasqua ebraica. Un'occasione unica per pregare perché Gerusalemme, Santa tre volte, sia riconosciuta come esempio universale di convivenza pacifica, come Città del Dio della Pace
Nel 2025 le Chiese di Occidente e di Oriente celebrano la Pasqua nello stesso giorno. “Il messaggio che oggi il mondo attende - osserva il vescovo ausiliare di Napoli - è quello di una unità degli uomini e delle donne come figli di Dio, fratelli tra loro che debbono ripensare alle scelte politiche, sociali, economiche, che possano rendere visibile il contenuto del messaggio di Gesù Cristo per il mondo, che possano suscitare negli uomini e nelle donne del nostro tempo la richiesta ai cristiani di ‘dare ragione della nostra Speranza’"
“L’amore infinito e misericordioso di Dio che accoglie tutti, è ciò che permette di sperare. Senza fare l'esperienza di questo amore misericordioso, resta il dolore. Restano l'angoscia e l'abbandono. E’ ciò che Gesù stesso ha provato sulla croce, dentro l'abbraccio amoroso del Padre. Ecco perché la Croce è anche fonte di irradiazione della luce”