Torna anche nel 2025, la Settimana della comunità a Conselve, che si svolgerà dal 5 all’8 marzo. Mercoledì 5 alle 8.30 e 18.30 l’eucarestia con il rito delle imposizioni delle Ceneri, alle 15.30 celebrazione con i ragazzi, alle 21 quella comunitaria con gli adulti. Giovedì 6, alle 20.30 in Duomo, il concerto-testimonianza “Come un prodigio” con Debora Vezzani (ingresso a offerta libera).
Quant’è difficile crescere. Il sindaco: «Per i Comuni piccoli, avere pochi residenti non dev’essere invalidante, ma condizione di ulteriore supporto. Finalmente un nuovo inizio per l’area ex Cosecon». Il parroco: «Il territorio multiforme e variegato è una ricchezza per chi ci vive. Il calo demografico non ha fermato l’impegno delle parrocchie: molte proposte per i giovani»
Con la crisi del Covid, tra febbraio e marzo 2020, il termine di reshoring è tornato di moda. Se per offshoring intendiamo lo spostamento all’estero di intere filiere industriali per ragioni fiscali e di costi di produzione, il reshoring è il processo inverso, fatto per motivazioni legate alla sicurezza e all’autonomia strategica.
Collaborazione pastorale 42 Greta Mazzaro: «Le nostre azioni non dovrebbero essere servizi fini a se stessi, ma generare una comunità di fratelli e sorelle»
Marzo 1998. Ai Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato e delle finanze, il parlamentare Mauro Paissan presentò un’interrogazione alquanto bizzarra, ma sintomatica di un’isteria che stava travolgendo bambini e genitori: «Diteci che fine hanno fatto le figurine dei calciatori Poggi e Volpi».
“Sarebbe un buon esercizio quaresimale confrontarsi con la realtà concreta di qualche migrante o pellegrino e lasciare che ci coinvolga, in modo da scoprire che cosa Dio ci chiede per essere viaggiatori migliori verso la casa del Padre. Questo è un buon esame per il viandante”.
Presso la parrocchia di Sacra Famiglia si tiene un ciclo di incontri dal titolo “Il Giubileo nella storia cristiana” – promossi dal Policarp club – in cui interviene la prof.ssa Liliana Billanovich.
Operazione Colomba, Kherson. "Da tre anni abbiamo scelto di 'abitare questo conflitto' con tanti giovani che, come noi, credono in un approccio nonviolento. Non sappiamo ancora come riusciremo a mantenere la promessa, ma non possiamo abbandonare chi è rimasto qui. Condividiamo con loro ogni giorno rischi e difficoltà. Dobbiamo però fare di più! La nonviolenza è un percorso che cura le ferite, ma ha bisogno di essere sostenuta da gesti concreti. Non possiamo limitarci ad assistere inerti, e né lasciare giocare i potenti a fare politica con la vita e i beni altrui. Amare significa non abbandonare. Lavorare per la pace vuol dire mettersi in gioco per un futuro migliore, garantito a tutti e non solo a pochi".