Idee
Anche nel Natale dell’era digitale dove tutto corre veloce il libro può essere un dono che mantiene il suo fascino anzi lo può vedere accresciuto nell’essere uno spazio di respiro. A fronte della velocità e della estrema sintesi della comunicazione elettronica le pagine cartacee richiamano il valore e la fecondità della lentezza.
È interessante che i giovani abbiano affollato e affollino le fiere del libro alla ricerca di un saggio, di un romanzo, di una poesia che li accompagni nella vita, che dica qualcosa di bello, di vero e di giusto.
È incoraggiante anche in questi giorni incontrare nelle librerie giovani intenti a sfogliare, a curiosare, a scegliere e altrettanto bello è vederli interagire con gli autori nelle presentazioni delle loro opere.
Gli ultimi dati dell’Associazione Italiana Editori dicono che in Italia nel 2025 sono cresciute del 4% le persone tra i 15 e i 74 anni che si dichiarano lettrici e lettori (almeno un libro letto anche in parte negli ultimi dodici mesi, compresi ebook e audiolibri), raggiugendo i 33,9 milioni: sono adesso il 76% della popolazione, contro il 73% dell’anno precedente.
I numeri e le percentuali dicono che dal desiderio di leggere viene la conferma che nonostante le apparenze è viva la ricerca di senso della propria e altrui vita. Le narrazioni degli scrittori e dei poeti stimolano viaggi interiori di chi legge e leggendo pensa.
I pellegrinaggi dell’anima, così possono essere chiamati i percorsi nelle letture, avvengono nel silenzio, nell’ascolto, nello stupore, nel susseguirsi delle domande così come si ripete nel tempo del Natale e del passaggio tra un anno e l’altro.
Scriveva papa Francesco nella lettera sul ruolo della letteratura sulla formazione della persona (17 luglio 2024): “… e quando neanche nella preghiera riusciamo a trovare ancora la quiete dell’anima, un buon libro ci aiuta almeno a passare la tempesta, finché possiamo avere un po’ di serenità. E forse quella lettura ci apre nuovi spazi interiori che ci aiutano a evitare una chiusura in quelle poche idee ossessive che ci intrappolano in maniera inesorabile”.
Che sia un Papa a scrivere che “un buon libro ci aiuta almeno a passare la tempesta”, come quella che il mondo oggi sta attraversando, è significativo e dice che in un buon libro si può trovare un amico che aiuta a pensare, a guardare sé stessi e gli altri con più fiducia e speranza.
Ed è un buon libro a introdurre una riflessione tra l’essere in corsa contro il tempo e l’essere in cammino con il tempo.
Da un buon libro cioè da un libro che narra il respiro della vita dell’uomo viene la domanda sul dialogo tra il Tempo e l’Eterno, una domanda che a Natale trova la risposta in un volto.