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Un nuovo ecosistema scolastico. L’apprendimento esce dalle aule
Un nuovo ecosistema scolastico è l’orizzonte prossimo dell’istruzione. Spazi di gruppo e aree esterne per potenziare relazioni e competenze cognitive
FattiUn nuovo ecosistema scolastico è l’orizzonte prossimo dell’istruzione. Spazi di gruppo e aree esterne per potenziare relazioni e competenze cognitive
Gli edifici scolastici non possono più offrire solo aule con banchi allineati per le lezioni frontali durante la quale gli studenti ascoltano docenti che parlano dalla cattedra. Oggi la scuola deve offrire ambienti di apprendimento dove i ragazzi possono studiare da soli o in piccoli gruppi; approfondire alcuni argomenti con l’insegnante, ripassare e rilassarsi. L’attenzione per l’ambiente di apprendimento non è un tema nuovo, già Maria Montessori aveva riconosciuto l’importanza dei luoghi nei processi di apprendimento. Oggi questo ruolo è, però, imprescindibile dalla progettazione di un edificio scolastico. Bisogna immaginare gli spazi come un unico e integrato ambiente in cui i vari microambienti – da quelli connettivi, all’agorà, alla biblioteca fino alle postazioni individuali – hanno la stessa dignità. «Lo scopo della progettazione o della ri-progettazione di un edificio scolastico è contribuire al benessere psicofisico, potenziare le relazioni, sostenere le attività cognitive e creare legami con il territorio. Quindi generare una sinergia tra strutture pedagogiche e spazio educativo» ha sottolineato l’architetto Maria Centrella, docente dell’istituto Leon Battista Alberti di Abano Terme, in occasione del convegno “Gli ambienti di apprendimento nell’ecosistema educativo” che si è svolto a Padova lo scorso 13 gennaio. L’evento è stato organizzato da Fabiola Baldo, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale patavino Galileo Galilei che, nell’anno scolastico in corso, nella scuola primaria Montegrappa, ha avviato il progetto Dada-logica, un modello di outdoor education (educazione all’aperto, ndr), didattica esperienziale e multisensoriale, pensato per accrescere le competenze dei bambini basandosi su tre pilastri: mente, cuore e corpo in movimento. I 25 alunni e i quattro docenti coinvolti nel progetto hanno a disposizione come ambienti di apprendimento la cupola geodetica, l’atrio-spazio transdisciplinare della scuola arredato funzionalmente per attività di peer to peer (educazione tra pari, ndr), di rilassamento, di lettura individuale, di gioco individuale e di gruppo, oltre allo spazio aula caratterizzato da impostazioni plurime secondo la finalizzazione didattica.
«La scuola primaria secondo il modello Dada- logica – spiega Fabiola Baldo – coniuga l’impianto previsto dalle indicazioni nazionali del ministero e un paradigma alla cui base ci sono i principi e le metodologie della Gestalt esperienziale, sentire facendo esperienza del proprio corpo nella dimensione del presente; quelli della psicologia relazionale e quelli delle più recenti ricerche delle neuroscienze, grazie ai quali il modello aggiorna e attualizza alcune fra le più consolidate teorie psicologiche e didattiche». Dunque una costruzione delle conoscenze attraverso la didattica laboratoriale, multisensoriale, metacognitiva ed esperienziale, nella consapevolezza che il bambino, per propria natura, è curioso e impara dalla realtà e dall’esperienza oltre che dall’esempio dell’adulto di riferimento e dai pari. Il modello Dada, Didattiche per ambienti di apprendimento, è una radicale innovazione pedagogico- didattica avviata per la prima volta, oltre dieci anni fa, nei licei Antonio Labriola di Ostia e J. F. Kennedy di Roma, quest’ultimo diretto dalla dirigente Lidia Cangemi, co-fondatrice del Dada, che evidenzia: «Abbiamo creato “l’aula-ambiente di apprendimento”, assegnata a uno o due docenti della medesima disciplina; in questo modo sono i ragazzi che si spostano durante i cambi d’ora. Ciò favorisce l’adozione, nella quotidianità scolastica, di modelli didattici funzionali a quei processi di insegnamento e apprendimento attivo in cui gli studenti possono divenire attori principali e motivati nella costruzione dei loro saperi». Con gli anni, il modello Dada è stato portato anche nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e riadattato ai bisogni delle rispettive fasce d’età.
Con uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro, il Piano scuola 4.0 del Pnrr ha l’obiettivo di accompagnare la transizione digitale, trasformando almeno centomila aule, sparse in Italia, in ambienti di apprendimento innovativi.
Nel modello Dada-logica, l’ambiente esterno assume la valenza di un vero contesto educante in cui si inserisce l’aula cupola geodetica, presente nella scuola primaria Montegrappa di Padova e la cui struttura evoca una forma perfetta della natura che richiama la fisionomia tonda e circolare della terra. La cupola si sostiene senza bisogno di colonne o muri interni, il che crea uno spazio aperto che sembra infinito e che offre possibilità illimitate di utilizzo. Inoltre, è stato sperimentato dai bambini che all’interno si sentono protetti e calmi, forse perché la sua forma rievoca inconsciamente il grembo materno o perché all’interno c’è una perfetta acustica. Mentre si è dentro, i due emisferi cerebrali sono più facilmente connessi e armonizzati, creando uno stato speciale di rilassamento per il cervello che in una condizione di benessere è più ricettivo.