Idee
Le alte temperature di questi giorni stanno rendendo faticose le giornate a milioni di persone in tutta Europa. Il caldo asfissiante fa rifugiare negli ambienti con l’aria condizionata e anche solo un ventilatore può dare sollievo. Queste condizioni estreme ci portano ad immedesimarci maggiormente con tutti coloro che vivono in situazioni di precarietà o di pericolo di vita. Pensiamo agli abitanti delle città ucraine sotto i bombardamenti che ogni giorno vedono minacciata la loro incolumità e cercano di proseguire l’ordinarietà delle loro occupazioni. Pensiamo alle famiglie di Gaza, ancora nelle tende, con le fogne a cielo aperto infestate dai topi. Infine, poniamo mente alla disperazione di chi ha perso tutto e non cerca neanche più i propri morti nella devastazione di Caracas e del Venezuela, dopo il terremoto. Ci si domanda cosa si possa fare e di fronte all’imponderabile delle guerre o delle calamità naturali, si è tentati di allargare le braccia e quasi di voler essere esentati dal ricevere queste notizie. Interpellati nelle nostre coscienze e provocati nella saldezza della speranza che vorremmo mantenere, spesso del male nel mondo non vorremmo sentire parlare, ci spiazza e ci disorienta. A maggior ragione a ridosso delle vacanze può nascere il desiderio di non farsi contagiare dalle brutte notizie per godersi il meritato riposo nella spensieratezza. È a questo punto che la famiglia cristiana può cercare di distinguersi. Non si tratta di rinunciare alle ferie o ai luoghi di villeggiatura, ma tutti i programmi estivi possono essere orientati ad una sobrietà solidale che contraddistingua uno stile. Significa mettere in movimento la fantasia per ritagliare dai nostri giorni più lieti una parte destinata a chi soffre. Non perdere di vista l’essenziale, i bisogni di tanti disgraziati della Terra e raccogliere un fondo di sostegno che si troverà poi il modo di inviare, per le vie più sicure, ai destinatari prescelti. Certo ci sono iniziative di campi di lavoro o esperienze che sono dichiaratamente mirate a portare un beneficio alle popolazioni che necessitano di tutto, ma anche nelle nostre giornate di vacanza “ordinaria” c’è modo di ricordarsi di chi è nel bisogno. Nell’arco di una giornata sono numerose le occasioni che si possono creare per mettere da parte qualche soldo. Rinunciare ad una consumazione, un dolce, un gelato, un aperitivo. Scegliere di andare a cena in un locale e fare come se ci fosse un convitato in più, tenendo da parte la spesa a lui corrispettiva. Se si tratta di un viaggio, si può programmare di ridurre l’itinerario di una tappa e anche in questo caso mettere da parte gli euro risparmiati. Sono solo alcune modalità che si potrebbero mettere in atto per dimostrare a se stessi e agli altri che non siamo indifferenti di fronte alle emergenze internazionali. Ciò che è fondamentale è non girare la testa dall’altra parte, ma invece dimostrarsi aperti ad una prossimità concreta che può volgersi anche ad una vera e propria forma di adozione a distanza. Di fronte ai conflitti che i potenti del mondo non solo non sanno evitare, ma spesso innescano senza preoccuparsi delle conseguenze; davanti alla violenza della natura quando si scatena senza preavviso e senza poter essere fermata, le famiglie cristiane possono mettere in campo una fraternità capace di alleviare il dolore, le privazioni, i lutti. Una gara di solidarietà a cui concorrono tutti gli uomini e le donne di buona volontà, anche non credenti, ma che deve vedere ai primi posti tutti coloro che si dichiarano figli di un unico Padre.