Mosaico
È un paradosso sempre più diffuso: tornare dalle ferie più stanchi di quando si è partiti. Tra mete affollate, itinerari frenetici e la corsa a vedere tutto, la vacanza rischia di trasformarsi in una nuova fonte di stress. Da qui nasce un modo diverso di viaggiare fondato sulla lentezza, sul rispetto dell’ambiente e sulla riscoperta dei territori e delle loro tradizioni. In Veneto due realtà ricettive sono parte di questa filosofia promossa dalla startup Unexpected Italy: Cargador de Ron a Valdobbiadene (Treviso) e La Scuola Guesthouse a Lusiana Conco, sull’Altopiano dei Sette Comuni (Vicenza).
Cargador de Ron è un agriturismo gestito dai coniugi Alessandra e Gianni De Stefani, nato dal recupero di una vecchia casera immersa in un bosco di faggi e castagni secolari. La struttura ha aperto nell’estate del 2025 e oggi offre quattro camere con prima colazione, una zona dedicata alla sauna e uno spazio relax. La valorizzazione del territorio con le comunità che lo abitano e l’ambiente naturale circostante è il filo conduttore del progetto. «Fin dal recupero del fabbricato realizzato da artigiani locali con materiali del posto – spiega Gianni De Stefani – la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente hanno orientato ogni nostra scelta, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale della struttura attraverso le energie rinnovabili e un uso responsabile delle risorse». Con un occhio di riguardo al comfort dell’ospite chiamato a cogliere nei dettagli una storia che lo accoglie: «Vogliamo offrire un modo diverso di vivere gli spazi, recuperando oggetti del passato e dando loro una nuova funzione: come il manico di una vecchia falce trasformato nel sostegno del rotolo della carta igienica». E il nome Cargador de Ron? Alcune centinaia di metri prima dell’agriturismo c’è un piazzale dove un tempo venivano caricati i materiali che scendevano dalla montagna sovrastante (come legna e fieno), destinati alle abitazioni. Cargador (il posto dove caricavano) viene quindi dal termine dialettale cargàr, caricare. E “Ron” è la borgata che fa parte del Comune di Valdobbiadene.
Da vecchia scuola elementare a luogo di ospitalità diffusa: è la storia de La Scuola Guesthouse di Lusiana Conco, sull’Altopiano dei Sette Comuni, un bed and breakfast nato nel 2013 dall’intuizione di Valeria Carfora e Marco Baldan. I due hanno deciso di recuperare l’edificio dell’ex scuola attiva dagli anni ’20 al 1964, della frazione Campana, trasformandolo in una struttura ricettiva capace di conservare la memoria del luogo. «Abbiamo voluto mantenere l’identità originaria dell’edificio – spiega Valeria Carfora – così le cinque camere richiamano altrettante materie scolastiche e sono state arredate recuperando banchi, tavole didattiche e altro materiale». Un progetto che intreccia l’ospitalità, il recupero di vecchi oggetti e la valorizzazione del territorio. La struttura propone il pernottamento e la prima colazione e accompagna gli ospiti alla scoperta dell’Altopiano attraverso una guida digitale con itinerari, suggerimenti gastronomici e attività locali, oltre al noleggio di biciclette elettriche. «Cerchiamo di accogliere viaggiatori, non semplici turisti – sottolinea la titolare – persone interessate a conoscere una realtà autentica, lontana dai luoghi più affollati».
Le due strutture fanno parte di Unexpected Italy, startup nata a Londra, ma con «il cuore in Italia», fondata da Elisabetta Faggiana e Savio Losito. La piattaforma mappa «luoghi etici che rifiutano i compromessi dell’overtourism», valorizzando le tradizioni, i piccoli produttori e l’identità dei territori. Sono sei a oggi le strutture italiane individuate dalla startup, tra cui le «due perle» venete. Al centro c’è il concetto di «lusso della sottrazione»: «il vero lusso oggi, non risiede nell’aggiungere servizi, ma nell’avere il coraggio di togliere il superfluo»., spiega Faggiana. Un modo di viaggiare che privilegia il tempo, il silenzio, la natura e la relazione con le comunità locali, esperienze autentiche nei luoghi meno conosciuti.