Weekend Acr #Failadifferenza. Bella e viva l’associazione “emersa” nel weekend
Un fine settimana per ritrovare entusiasmo e legami: il weekend Acr #Failadifferenza ha riunito a Camporovere 31 educatori da tutta la diocesi, confermando la vitalità di un’associazione che continua a formare testimoni capaci di mettersi in gioco.
Ma com’è andato il weekend Acr #Failadifferenza che si è tenuto l’8 e 9 novembre a Camporovere? A Maria Norbiato, responsabile Acr, chiediamo tre parole “di bilancio”. «1) Una scommessa associativa: proporre l’esperienza del weekend dopo così tanto tempo è stata una sfida e non era ovvio potesse dare un esito positivo. 2) Una ventata d’aria fresca: stare a contatto con così tanti giovani educatori e vedere il loro entusiasmo ha dato la carica per tornare alla vita quotidiana con occhi nuovi. 3) Infine, è stato un weekend espressione di un’associazione viva, bella, ricca di persone che amano mettersi in gioco e crescere ogni giorno sempre di più; abbiamo potuto toccare con mano la bellezza dell’Ac». Alla proposta hanno partecipato 31 educatori appartenenti a zone differenti ed eterogenee della Diocesi di Padova. «È stato un gruppo – continua Norbiato – che si è lanciato nelle attività proposte con entusiasmo. Ognuno ha apportato il proprio contributo e la sua personalità. Nei feedback che ci hanno restituito, i partecipanti hanno considerato positiva l’esperienza, oltre che per il suo valore formativo, soprattutto per la possibilità di stringere legami con altri educatori e per la bellezza dello stare assieme in modo semplice e gratuito». Il messaggio trasmesso durante #Failadifferenza è partito dalla storia della figura biblica di Davide, «attraverso la quale abbiamo scoperto che il nostro essere educatori viene dalla chiamata del Signore a cui abbiamo risposto mettendo in campo tutti i nostri talenti e i nostri limiti. Abbiamo approfondito le caratteristiche dell’educatore, a partire dal progetto formativo dell’associazione, riconoscendo che è un testimone capace di relazioni e parte viva della sua comunità. Il servizio educativo coinvolge tutta la vita e ci richiede di saper compiere scelte di vita e di fede ascoltando lo Spirito».