Fatti
“In questi giorni stiamo vivendo il Capodanno cinese, la festa più importante dell’anno. Cade in una data diversa dal vostro capodanno perché usiamo il calendario lunare. Viene chiamato anche chunjie, la festa di primavera. Le tradizioni più belle che lo caratterizzano è che tutto si rinnova”. Così Chiaretto Yan, focolarino cinese di Shanghai, visiting professor presso la University Saint Josef di Macao e il Seminario nazionale della Chiesa cattolica in Cina a Pechino, autore del libro “Il mio sogno cinese. Dialoghi e incontri con il cristianesimo”, racconta al Sir come in Cina si sta vivendo il Capodanno “lunare”. Nel calendario lunisolare tradizionale, le date relative a scansioni dell’anno e festività variano. Tuttavia, il Capodanno cade sempre tra il 21 gennaio e il 20 febbraio, in coincidenza con la seconda Luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Il 2026 segna il ritorno del Cavallo di Fuoco, una combinazione che si verifica solo una volta ogni 60 anni. Da Pechino a Taipei, passando per Hong Kong e per tutte le comunità della diaspora nel mondo, il 17 febbraio è un momento di festa e incontro. “Tutte le famiglie saranno unite la vigilia di Capodanno, indipendentemente da quanto le persone siano lontane da casa durante l’anno”, racconta Yan. E aggiunge: “È un’occasione per fare visita ad amici e parenti durante questo periodo. Infatti, sono previsti diversi miliardi di persone in viaggio in questo periodo”.
Perché i nostri calendari sono diversi?
Tradizionalmente, usiamo il calendario lunare perché la maggiore parte della popolazione era contadina ed era pertanto più legata alla natura. Quest’anno celebriamo l’Anno del cavallo e lasciamo l’anno del serpente che simboleggiava la trasformazione. In realtà, tutti questi animali hanno un simbolismo positivo e ci ricordano l’importanza di vivere in armonia con la natura. Nella nostra cultura il cavallo rappresenta forza, velocità, coraggio, libertà, talento e fedeltà.
Fedeltà è molto legata alla gratitudine nella nostra cultura. Spesso oggi dimentichiamo che possiamo essere dono uno per gli altri.
Domenica scorsa, il Papa all’Angelus ha parlato del Capodanno lunare e ha detto: “Sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli”. Che ruolo possono avere i cattolici e cittadini cinesi ed europei per costruire insieme questo futuro di pace?
In questa occasione del Capodanno lunare, Papa Leone all’Angelus ha invocato la benedizione del Signore a noi che celebriamo questa festa in tanti parti in Asia, incoraggiandoci a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia. L’auspicio è che porti serenità nelle case e nella società; che sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli. Con l’afflusso del materialismo e individualismo, certi valori tradizionali cinesi sono stati messi in crisi.
Nonostante ciò, il Capodanno lunare è prima di tutto una festa di famiglia che rimane ancora un valore importante per i cinesi oggi.
Legati al valore della famiglia, ci sono anche i valori del patrimonio culturale cinese come la pietà filiale, il rispetto per gli anziani e per l’autorità, l’obbedienza e il senso di dovere, la pazienza e tolleranza, la ricerca del consenso, il senso di sacrificio e la capacità di soffrire, il senso del collettivo invece di individualismo, la laboriosità, e la frugalità. Per fortuna la Cina come paese oggi sta dando enfasi a questi valori. Come cattolici e cittadini, sia cinesi che Europei, abbiamo una responsabilità, quella di dare testimonianza ai nostri valori cristiani. Possiamo imparare gli uni dagli altri, conservando e apprezzando i valori positivi che già ci sono nella propria cultura e lavorare insieme per il bene comune di tutti guardando al futuro e costruendo – come diceva Papa Leone – pace e prosperità per tutti i popoli.
Quali auspici stanno esprimendo i cinesi per il nuovo anno che si apre?
Guardando al sommo valore che è l’amore cristiano e scambievole, dovremo trasformare i tanti valori insiti nelle nostre culture, dall’essere semplicemente valori umani a valori soprannaturali. Si tratta di una corsa contro il tempo, perché questi valori culturali non si perdano nel processo di secolarizzazione e globalizzazione che ha investito tutti e tutto il mondo. La globalizzazione può certamente essere un fenomeno positivo se però viene indirizzato verso la costruzione di un mondo più fraterno e di pace per il bene comune di tutti.
Sarà l’anno della visita di un Papa in Cina?
Per rispondere a questa domanda, possiamo solo dire: solo Dio lo sa. Noi possiamo solo pregare e creare delle condizioni che questa grazia avvenga. E perché ciò avvenga, c’è un’espressione idiomatica cinese che dice: al tempo opportuno secondo il Cielo, alle condizioni della terra (geopolitica) favorevoli e all’unità e armonia tra le persone. Perciò, resta solo di rimboccare le nostre maniche per rinnovare i nostri impegni per un mondo più fraterno e armonioso.