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L’Associazione triveneta Amici di Santiago si ritrova sabato 25 luglio per la consueta festa di san Giacomo. L’occasione sarà motivo di incontro e scambio di esperienze per tanti pellegrini che si sono messi alla prova sulle antiche vie dello spirito, ma anche su cammini di più recente ideazione, come quelli che vengono presentati per l’occasione: il Cammino dei protomartiri francescani in Umbria e il Cammino veneto delle abbazie e dei santuari.
L’appuntamento per i soci è alle 15.30 presso l’ex convento di san Giacomo (ora adibito a ospitale per pellegrini) mentre dalle 16 si terrà un convegno aperto a tutti, con spunti di dibattito e proposte di viaggio. L’apertura è affidata a padre Leone Tagliaferro, storico fondatore dell’Associazione e presidente, che assieme a Enrico Moro e don Sebastiano Bertin darà vita a una singolare conversazione su un’“Ipotesi di contatto tra Gesù e il buddismo tibetano”. A seguire verrà presentato il Cammino dei protomartiri francescani con un intervento di Alessandro Corsi, autore della guida recentemente rivista e aggiornata, e alle 17.30 Nicola Soloni presenterà un inedito percorso regionale che si snoda tra Badia Polesine e Vittorio Veneto. La giornata si chiuderà con una liturgia in cui verranno benedette e consegnate le credenziali ai pellegrini in partenza e con una cena semplice presso il patronato di san Giacomo (prenotando alla mail: amicidisantiagomonselice@gmail.com).
In un mondo che va sempre più di fretta e ci propone di tutto, diventa necessario, per molti, rallentare. Il camminare diventa mezzo di viaggio, anche interiore. Ne è convinto Alessandro Corsi, priore di una confraternita della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, che nella sua nuova guida non si limita alle indicazioni tecniche, ma suggerisce piuttosto un itinerario «per chi desidera trasformare ogni passo in una ricerca di senso e di bellezza autentica». Il Cammino dei protomartiri francescani è un percorso ad anello di 110 chilometri nell’Umbria meridionale, con partenza e arrivo a Terni, passando per luoghi come il Sacro Speco; l’eremo della Romita di Cesi, Calvi, Narni e San Gemini. Sei tappe accessibili a tutti che ripercorrono i luoghi della predicazione di san Francesco e ricordano i luoghi natii dei primi cinque martiri francescani, inviati in Marocco nel 1219 e uccisi l’anno seguente. «Lo zaino deve essere la tua casa per quei sei giorni di cammino – scrive Corsi – E riesci a capire quali sono le cose importanti e quello che è superfluo nella vita».
Altra proposta di elevazione spirituale è quella di Nicola Soloni con il Cammino veneto delle abbazie e dei santuari, nato dopo molti anni e chilometri di esperienza sulle vie di Santiago e altri cammini, ma anche sull’Eurovelo 7 che attraversa l’Europa da Nord a Sud, che egli ha percorso in bicicletta fino a Stoccolma. L’itinerario congiunge l’abbazia della Vangadizza di Badia Polesine all’abbazia cistercense di Santa Maria di Follina, passando attraverso numerosi luoghi di culto, come il santuario di Santa Maria del Pilastrello a Lendinara; le abbazie di Santa Maria delle Carceri e di Praglia fino ai luoghi antoniani tra Padova e Camposampiero. Una variante occidentale porta da Praglia al santuario della Madonna della Corona, a Caprino Veronese, passando per il santuario vicentino di Monte Berico. «Il Veneto è una terra che custodisce una trama fitta di antiche vie di pellegrinaggio con monasteri immersi nel silenzio – spiega l’ideatore che attualmente sta preparando la guida – e questo cammino nasce dal desiderio di unirle in un grande itinerario capace di raccontare la storia del territorio. Non è pensato per una meta finale, ma piuttosto come una geografia dell’anima, alla scoperta di un patrimonio che per oltre mille anni ha plasmato il volto del Veneto».