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Il 25 luglio, festa di San Giacomo Apostolo, si celebra la “Giornata del Pellegrinaggio”. San Giacomo Apostolo “il Maggiore”, fratello di San Giovanni Evangelista, fu uno dei primi discepoli di Gesù: secondo la tradizione proclamò il Vangelo per la prima volta a Gerusalemme e in seguito mosse i suoi passi sino alla penisola Iberica. Ritornato in Giudea, subì il martirio per decapitazione durante le persecuzioni dei primi cristiani ordinate dal re Erode Agrippa I, verso i primi anni 40 dopo Cristo. La cosiddetta “Legenda aurea” narra di come i seguaci di Giacomo riuscissero a trafugare il corpo e, dopo un viaggio via mare e terra, giungessero sulle coste atlantiche della Galizia, e da lì, spostandosi verso l’interno, scegliessero un luogo per una degna sepoltura dell’apostolo, primo tra i 12 ad esser martirizzato. Da subito, ma con circospezione per il rischio di violenze, divenne luogo di preghiera e culto: venne chiamato “Campus stellae” per un accadimento miracoloso nell’830, data ufficiale della riscoperta del sepolcro di San Giacomo. Sorse nei secoli la città di Santiago di Compostela (Sancti Jacobi Campus Stellae): dal Medioevo in poi, la tomba nella città galiziana è divenuta uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della cristianità, insieme a Roma e Gerusalemme.
Da San Paolo VI, i Papi hanno riscoperto e ridato forza apostolica, coi loro viaggi in tutti i continenti, alla dimensione ecclesiale del pellegrinaggio, onorando e testimoniando la fede, diffondendo la Parola, in tutti i santuari e luoghi santi per i Popoli che hanno incontrato.
Migliaia di pellegrini sono attesi per visitare la tomba dell’Apostolo nella cattedrale di Santiago, e il capoluogo galiziano guarda già al Santo Anno Compostelano Xacobeo 2027, mentre sono in corso le tradizionali “Festas do Apóstolo”: alle quali partecipano i pellegrini che terminano in questi giorni i loro “Cammini” lungo i vari percorsi che partono dalla Francia, dal sud della Spagna e dal Portogallo, senza scordare coloro che si mettono alla sequela di San Giacomo sin dai Paesi del Nord Europa.
Solo quest’anno, oltre 273.000 pellegrini hanno già ricevuto il certificato che conferma di aver concluso il pellegrinaggio a Santiago di Compostela, e quasi due terzi di loro provenivano dall’estero.
Andrea Reisinger è la coordinatrice dei pellegrinaggi della diocesi austriaca di Linz: l’esperta ha spiegato all’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress cosa renda il pellegrinaggio un fenomeno che attrae persone di ogni età e provenienza. Reisinger sottolinea come ciò sia dovuto principalmente al fatto che molte persone sono alla ricerca di rallentamento, di orientamento, di significati in una epoca caratterizzata da ritmi di vita frenetici e crisi globali:
“Il pellegrinaggio è in forte espansione perché le persone in un mondo accelerato e incerto cercano un percorso in cui corpo, anima, comunità e spiritualità possano riconnettersi”.
Coloro che intraprendono un pellegrinaggio spesso cercano pace, natura, comunità, una pausa dalla vita quotidiana o risposte a domande personali sulla vita. Durante periodi di grandi cambiamenti molte persone scelgono il pellegrinaggio per elaborarli passo dopo passo. Questa ricerca di una connessione spirituale con qualcosa di più grande rimane un valore importante per molte persone, anche se i legami fideistici istituzionali sono in declino. Il concetto di “pellegrinaggio”, oggi, considera l’esperienza del camminare riservata non solo a chi è religioso: secondo Reisinger il proverbio dei pellegrini “Quando tutto il resto fallisce, cammina” sottolinea proprio come camminare possa aiutare a distaccarsi dalla propria dimensione, aprire il muro dei pensieri per acquisire nuove prospettive. La fatica l’immersione nella natura e la forza degli elementi, il contatto con le persone che si incontrano lungo le strade o nei rifugi, con la consapevolezza di essere in movimento, trasmettono un senso di connessione che permette di intravvedere una dimensione più profonda della vita.
Gli itinerari oggi comprendono “vie dei pellegrini”, ben oltre quelle tradizionali: la posizione geografica dell’Austria ne ha fatto, nei secoli, luogo centrale per coloro che si dirigono verso Roma, verso Santiago di Compostela, Assisi e fin verso la Terra Santa. I percorsi che attraversano l’Austria, dalla via Francigena alle strade verso il “Camino Francés” per Santiago, si intrecciano con quei pellegrinaggi di fede locali, ma non meno importanti per le popolazioni che si mettono in movimento: come è il caso di Mariazell, Santuario nazionale austriaco (con l’antico pellegrinaggio europeo dei Rom e dei Sinti), uno dei luoghi mariani più importanti d’Europa. All’inizio di luglio, la Chiesa cattolica austriaca ha lanciato il portale dedicato www.pilgern.at . L’Austria vanta attualmente quasi 100 percorsi di pellegrinaggio, con una rete che si estende per circa 30.000 chilometri. Oltre a informazioni su descrizioni degli itinerari, lunghezze, singole tappe e livelli di difficoltà, il portale offre anche la possibilità di entrare in contatto con guide di pellegrinaggio e di attivare il “passaporto digitale del pellegrino” gratuito. Roland Stadler, presidente del gruppo di lavoro che ha realizzato “pilgern.at”, spiega la peculiarità dell’offerta austriaca: “L’Austria offre una grande varietà di percorsi di pellegrinaggio, dai sentieri alpini impegnativi a ovest ai percorsi monastici e ricchi di cultura a est; dai percorsi ciclistici ai sentieri meditativi”. Per Stadler “il pellegrinaggio permette di vivere l’umanità in modo olistico – corpo, mente e anima – camminando, incontrando persone e vivendo le intuizioni del cuore. Il pellegrinaggio è una porta aperta verso la spiritualità, ed è questo che vogliamo rendere tangibile sul sito web”. Gli itinerari elencati sul sito web comprendono quasi 800 tappe. Il portale offre anche suggerimenti su come partire, preparare lo zaino, trovare alloggio e rientrare a casa una volta concluso il pellegrinaggio.
Molti percorsi hanno origini secolari, ma negli ultimi anni sono state aggiunte nuove proposte. Tra queste, lo scorso 11 luglio il vescovo di Innsbruck, mons. Hermann Gletter ha inaugurato la “Via Laudato Sì”, dodici stazioni, lungo un percorso di circa 20 km, attraverso i sentieri tra Innsbruck e Pfon: ogni stazione offre ai pellegrini chiavi di lettura di fede, scientifiche, artistiche, spirituali sul creato, seguendo gli insegnamenti di Papa Francesco nell’enciclica “Laudato sì”, incoraggiando “l’assunzione di responsabilità e il rispetto per la natura, per il prossimo e per tutte le creature”, come è scritto nella pagina ufficiale della diocesi di Innsbruck. Ad aprile, invece è stato inaugurato il nuovo Cammino di Wilhering “Dal Danubio alla Moldava”. Il pellegrinaggio si snoda lungo 132 chilometri: collega l’abbazia cistercense di Wilhering con la sua ex fondazione sussidiaria, l’abbazia di Vyšší Brod, nella Repubblica Ceca e con tutte le chiese della zona pastorale di Wilhering. Il pellegrinaggio si basa sulla spiritualità cistercense e comprende 15 stazioni di riflessione con gli insegnamenti di San Benedetto da Norcia e San Bernardo di Chiaravalle.