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Abusi. Card. Bassetti: «La Cei avvierà un’indagine»
Per ottenere una ricognizione fedele sugli abusi all’interno delle Diocesi italiane ma anche capire le singole modalità di prevenzione e di formazione
ChiesaPer ottenere una ricognizione fedele sugli abusi all’interno delle Diocesi italiane ma anche capire le singole modalità di prevenzione e di formazione
La Conferenza episcopale italiana ha deciso di fare un notevole passo in avanti sulla dolorosa questione degli abusi all’interno della Chiesa, soprattutto sospinta dalla pubblicazione nelle ultime settimane del rapporto sugli abusi nell’arcidiocesi di Monaco tra il dopoguerra e il 2019, dove si parla di quasi 500 vittime, per lo più di sesso maschile, nel 60 cento dei casi con un’età compresa fra gli 8 e i 14 anni, e con il coivolgimento 173 sacerdoti tedeschi.
«Già da qualche tempo stiamo riflettendo sull’avvio di una ricognizione approfondita e seria della situazione italiana. Nell’esaminare le possibilità e le modalità di esecuzione dell’indagine, non possiamo non tener conto della differenza strutturale, culturale ed ecclesiale del nostro Paese rispetto ad altri, a partire dal numero molto elevato di Diocesi». Lo ha affermato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, in una intervista al Corriere della Sera uscito il 30 gennaio scorso.
Oltre ai dati numerici che sono «fondamentali per guardare la realtà con obiettività – spiega il cardinale – pensiamo sia importante impostare un’indagine anche qualitativa che aiuti a determinare, ancora di più e meglio, l’attività di prevenzione e di formazione dei nostri preti e dei laici». Intanto, il card. Bassetti precisa: «Vogliamo raccogliere le informazioni che arrivano dai nostri servizi diocesani per la tutela dei minori, per avere un riscontro dell’attività di questa rete del tutto nuova in Italia» con un approccio metodologico “dal basso” che «ci consentirà di avere un quadro che non fa leva su proiezioni o statistiche, ma sul vissuto delle Chiese locali. Il nostro intento, nel segno della presa di coscienza e della trasparenza, è infatti quello di arrivare ai numeri reali».
La Chiesa che è in Italia sta lavorando da anni sulla prevenzione e sull’ascolto: «L’impegno c’è, e il futuro si costruisce fondando buone pratiche nel presente: i nostri Centri di ascolto, ormai piuttosto diffusi, sono disponibili ad accogliere chi sente il bisogno di trovare un luogo in cui raccontare la sua sofferenza e a ricevere segnalazioni. Non sarà facile né rapido cambiare mentalità e modo di operare in questo ambito, ma è la sfida principale in questo momento storico: c’è di mezzo la fiducia delle famiglie e l’integrità dei ragazzi». Quanto alla possibilità che la situazione italiana possa essere diversa dalla “catastrofe” tedesca, il cardinale osserva che «non è una questione di proporzioni, perché stiamo parlando della vita di una persona che si porterà sempre dentro le ferite per gli abusi subiti».
«È iniziato da diverso tempo un cammino progressivo e inarrestabile in cui le Chiese in Italia sono impegnate con forza e convinzione» spiega il card. Gualtiero Bassetti. Ogni Diocesi italiana ha costituito il proprio Servizio diocesano per la tutela dei minori, con un referente dedicato: sono 56 donne e 47 uomini, in prevalenza professionisti di vari campi (giuridico, psicologico, medico-psichiatrico, assistenziale, educativo) e 124 presbiteri o religiosi. A Padova Sinai (Servizio informazione e aiuto) a febbraio compie cinque anni.