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Ospitati a Padova per curare il loro piccolo cuore malato. È la storia di due bambini di cinque e otto anni provenienti dall’Etiopia, che a inizio luglio sono arrivati in città grazie a un corridoio umanitario per essere sottoposti a trattamenti sanitari nella cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale di Padova. Amenan e Semir, nei giorni di permanenza padovana, hanno trovato accoglienza insieme alle loro rispettive mamme nel Centro mondo amico, struttura della parrocchia di Mandria.
«Eravamo stati contattati poco tempo prima dall’organizzazione “Una voce per padre Pio” impegnata nel progetto “Cuori Ribelli”, e con gioia abbiamo scelto di accogliere le famiglie – racconta Tiziana Rocco, responsabile insieme al parroco don Marco Galante della struttura di accoglienza nel quartiere Armistizio – Dare ospitalità è esattamente nello spirito del Centro mondo amico e quando vediamo il sorriso dei più piccoli e le mamme che ci ringraziano in tutti i modi, pur non conoscendo la nostra lingua, siamo davvero felici!».
La struttura di accoglienza, situata accanto alla chiesa, è attiva da alcuni anni e dispone di 22 posti letto. Gestita in passato dalle suore Comboniane e ora dalla parrocchia di Mandria, opera in collaborazione con i Servizi sociali del Comune di Padova per ospitare donne (e i loro figli) che si trovano in situazione di disagio abitativo e sociale. «Il centro è quasi sempre al completo, abbiamo già richieste per il mese di settembre. Oltre ai volontari, vi lavora Antonia Bari, senza la quale sarebbe impossibile realizzare molte delle nostre attività. Alle madri non offriamo soltanto un letto e una casa dove trovare ricovero, ma cerchiamo di accompagnarle in un percorso di autonomia. Il tempo in cui gli ospiti si fermano è variabile, dipende dalle singole situazioni. Ci occupiamo anche di fornire corsi di lingua italiana: l’impegno a volte è gravoso, ma sempre ripagato dalla soddisfazione di aiutare il prossimo e, soprattutto, la provvidenza arriva sempre».
I bambini etiopi, dopo essere stati sottoposti agli interventi chirurgici e aver soggiornato alla Mandria per i controlli necessari, sono rientrati nel loro paese. L’anno scorso, ugualmente, altri due piccoli africani di uno e due anni, originari della Costa d’Avorio, avevano trascorso alcuni giorni nel Centro mondo amico.
In generale, si tratta di bimbi che presentano cardiopatie importanti; per patologie meno serie, invece, sono gli stessi medici italiani a recarsi nei luoghi dove vivono, portando le cure necessarie. «Credo che progetti di accoglienza come quello dei bimbi cardiopatici siano un segno tangibile della carità di una comunità cristiana» conclude il parroco, don Marco Galante.