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Parla di emozioni per il pubblico e per i musicisti il maestro Diego Basso riferendosi alla terza edizione di “Il suono del silenzio”, l’appuntamento nei prati di Gallio firmato dal Comune e da DuePunti Eventi. Alle 11 del 2 agosto, sul monte Longara nei pressi del Cippo del Papa, il direttore guiderà l’Orchestra ritmico sinfonica che, assieme al coro Opera House, eseguirà le note più famose e intramontabili della musica italiana circondati dalla natura.
Dalle arie d’opera alle colonne sonore di Ennio Morricone, il concerto vedrà la partecipazione di 65 elementi e delle voci soliste del tenore Alessandro Lora, Premio Caruso 2024 e 2026, delle soprano Chiara Cremaschi e Cristina Mosca, fra le più accreditate cantanti liriche del nostro Paese. «Il pubblico viene ad assistere a qualcosa di molto particolare – esordisce Basso, uno dei direttori d’orchestra più richiesti della scena italiana – È straordinariamente bello ascoltare la musica nei teatri, specialmente in quelli all’italiana, ma le sensazioni provate in altitudine tra il cielo e la montagna sono completamente diverse. Questa manifestazione sta avendo un grande impatto proprio per la fruizione in uno spazio diverso e, infatti, il brano con cui apriamo l’appuntamento è sempre The sound of silence».
Se il pubblico può godere del concerto in un ambiente incantevole e speciale, quest’ultimo non lascia certamente indifferenti nemmeno gli artisti e tutti coloro che si adoperano per far sì che strumenti e apparecchiature riescano a raggiungere il luogo deputato, per una mattinata, a palcoscenico a cielo aperto. Lo conferma anche lo stesso maestro, che nella sua carriera è salito sui podi dei più importanti teatri. «Ogni posto ha un’emozione diversa, è come il palco del teatro Ariston dove tutti i grandi artisti sentono tremare le gambe senza sapere il motivo – prosegue – In questo caso, l’aria rarefatta della montagna, che fa propagare in maniera differente il suono, e il pubblico che sale appositamente per sentire la musica fa sentire sempre un sapore particolare. Anche per noi è un’emozione unica, l’orchestra è appoggiata sui sassi e dobbiamo, ad esempio, mettere un pezzo sotto la sedia e il leggio per sistemarli: è un appuntamento meno formale, ma particolare e molto impegnativo».
Sui prati vicentini, per la prima volta, riecheggeranno anche le melodie più iconiche del repertorio della canzone napoletana, la cui candidatura per essere riconosciuta patrimonio dell’umanità è stata lanciata nel corso della serata in mondovisione “Italia loves Unesco”, trasmessa a inizio giugno su Rai 1 dall’Arena di Verona a cui ha partecipato anche lo stesso Basso. «La proposta per l’inserimento della musica napoletana nel concerto di Gallio non è venuta da me, ma dagli artisti proprio nell’anno in cui c’è stata questa iniziativa anche se è comunque già un patrimonio».
«Sul Monte Longara il silenzio non è assenza di suono, ma diventa parte della musica stessa creando un’atmosfera unica che invita alla contemplazione, all’ascolto e alla riscoperta del profondo legame con il nostro territorio», commenta la sindaca di Gallio Marinella Sambugaro.