Fatti | Dal Municipio al Campanile
Il sindaco: «Amministrare la cosa pubblica significa immaginare soluzioni e azioni sempre nuove. Lo sforzo è far nostro un senso comunitario oggi, in generale, purtroppo debole»
«Dolo, un paese da sempre centrale per la Riviera del Brenta, storicamente legato alla Repubblica Serenissima di Venezia e alla città del Santo. Una comunità dall’identità plurale; aperta al nuovo e diverso e allo stesso tempo tradizionale; sempre più anziana, ma movimentata da migliaia di giovani studenti ogni giorno, in particolare, nei fine settimana». è la definizione del sindaco Gianluigi Naletto, che precisa: «Una città in movimento perché in evoluzione, dove amministrare la cosa pubblica significa immaginare soluzioni e azioni sempre nuove, da pensare e realizzare». Quando manca un anno alla scadenza del mandato, la città ha visto diverse opere importanti: sono circa 16 milioni gli investimenti del Pnrr messi in cantiere e realizzati, dei quali circa 3 milioni e 400 mila euro derivanti da risorse comunali.
Ancora il primo cittadino: «Tra i lavori eseguiti sono da ricordare il restauro del polo culturale di Villa Concina, la riqualificazione dell’ex Foro Boario, la costruzione della nuova palestra delle scuole medie e la realizzazione del nuovo polo sportivo e ricreativo nella frazione di Arino. Si è completata la bonifica e la sistemazione del tetto e la ridefinizione dell’area complementare ai servizi del Palazzetto dello sport, alla quale seguirà successivamente una ridefinizione della sua funzionalità, all’insegna anche della salute e del benessere della persona. Nella nostra cittadella sportiva, è in corso la realizzazione di un nuovo campo di pallavolo su sabbia con area fitness calisthenics: un punto caratteristico per tornei serali outdoor da condividere anche con il campo sportivo estivo di pallavolo gestito dal Tennis club. A ciò si deve aggiungere l’azione amministrativa che ha consentito l’abbattimento delle ex cantine Ermolao con l’ospitalità di una cinquantina di nuovi nuclei famigliari».
Dopo aver colto l’opportunità dei fondi Pnrr, ora Dolo deve diventare ancor di più la “città di tutti”. Per il sindaco Naletto «si tratta di una visione politica di un territorio nel quale la sfida dei prossimi anni è quella di coniugare ospitalità e residenzialità, migliorando i fattori tecnici di convivenza fondati sulla cura, l’accessibilità e la partecipazione del paese. Cura, significa riqualificazione della via e del quartiere nel quale si abita; accessibilità vuol dire sicurezza urbana, cultura, sanità pubblica (con la valorizzazione del nostro ospedale), mobilità pedonale e ciclabile, sport, ambiente, arredo e decoro». Per Gianluigi Naletto «partecipazione è relazione con il sindaco e gli amministratori comunali con la possibilità di fare accordi tra il pubblico e il privato, è inoltre sussidiarietà nella co-progettazione e co-gestione con il Terzo settore. L’obiettivo è investire per una città a misura dei più fragili, in quanto città migliore per tutti. Lo sforzo da compiere è far nostro un senso comunitario oggi, in generale, purtroppo debole. La ricerca del particolare da parte di ciascuno alimenta in noi l’esclusività, il differenziarsi, perdendo di vista ciò che ci unisce, come l’essere stati bambini, la fragilità, la malattia, la morte, il bisogno di serenità e condivisione, la necessità di lavoro, di natura e di un ambiente ordinato e pulito, di relazioni di vicinato, il diritto alla sicurezza per strada e a casa propria».
Nel prossimo futuro vi è «l’impegno a continuare con un agire pubblico, non di pancia, ma di pensiero, con determinazione e coraggio per il governo del paese».
Il parroco: «Buona è la presenza dei laici che supporta le varie attività, come la catechesi, ma non solo. Spicca il gruppo che gestisce il cinema e la vita liturgica è molto curata»
Una comunità viva, dinamica, che conta circa novemila abitanti e che vede una buona collaborazione dei laici, seppure con le fatiche che vivono le comunità cristiane. La parrocchia del Duomo di Dolo si presenta come una vera e propria “vetrina” di ministerialità, guidata da nove anni dal parroco don Francesco Mascotto. Nonostante la mancanza di un cappellano da ormai un biennio, la parrocchia non ha perso lo slancio, rispondendo alle sfide pastorali attraverso una forte sinergia e una spiccata corresponsabilità dei laici. La vivacità estiva ne è la prova più evidente: quest’anno ben sei campi scuola, un’impresa resa possibile grazie al supporto fondamentale di alcuni seminaristi che affiancano la parrocchia nell’educazione e nell’animazione dei ragazzi. A supportare don Francesco nel ministero c’è un sacerdote nigeriano, attualmente studente a Roma, che sta vivendo a Dolo una preziosa esperienza pastorale, mentre a completare il quadro delle celebrazioni domenicali vi è la costante e preziosa presenza di don Giancarlo Battistuzzi, che coadiuva il parroco nelle messe festive.
«A Dolo vi è una buona presenza di laici che supporta le varie attività, a partire dal loro prezioso e fondamentale impegno nella gestione della catechesi per l’iniziazione cristiana delle nuove generazioni, con l’Azione cattolica che supporta i catechisti», sottolinea il parroco. Il volontariato, del resto, è un tratto storico e distintivo di questa terra. Tra le realtà più attive spicca il gruppo che si prende cura della gestione del cinema Italia, proprietà della parrocchia, presidio culturale fondamentale per il paese, che è stata ristrutturata nel 2023. La vita liturgica è particolarmente curata e partecipata grazie al gruppo liturgico, ai ministri della comunione e all’apporto di due realtà canore: il coro giovani e la storica corale San Rocco, che insieme contribuiscono a rendere le celebrazioni eucaristiche solenni e animate. Il tessuto caritativo e sociale di Dolo è robusto: la società San Vincenzo de’ Paoli opera in prima linea sul territorio, in particolare attraverso l’attività dello sportello e centro di ascolto “Porta amica”, segno concreto di prossimità per le famiglie in difficoltà. Sul fronte dell’aggregazione e del tempo libero, il circolo Don Milani rappresenta un polo attrattivo fondamentale, capace di organizzare periodici incontri volti a favorire la socializzazione e il senso di appartenenza parrocchiale.
In agosto la parrocchia è impegnata anche nella preparazione della festa patronale di San Rocco, con la fiera del bestiame organizzata dal Comune e dalla pro loco. Un capitolo a parte merita la storica presenza delle suore Dorotee, profondamente radicate nella comunità. Le religiose guidano la comunità educativa per bambini e ragazzi Casa Nostra, una realtà con una lunga storia di accoglienza, dedizione e riscatto sociale che ha segnato generazioni di dolesi e che continua a essere un punto di riferimento educativo imprescindibile.
L’attenzione all’infanzia unisce l’intera municipalità: sul territorio comunale sono presenti tre scuole dell’infanzia (quella del capoluogo e quelle delle frazioni di Arino e Sambruson), tutte dotate della sezione primavera per i più piccoli. Le due frazioni al momento hanno il proprio parroco (don Sergio Tosetto D’Adam ad Arino e don Luciano Baccarin a Sambruson) e tra le tre comunità parrocchiali c’è collaborazione, segno di una Chiesa che sa camminare insieme oltre i confini dei campanili. «La parrocchia è un giardino che bisogna annaffiare con costanza e con la speranza sempre viva che l’erba cresca, anche se talvolta fa fatica», conclude don Francesco Mascotto.