Fatti | Dal Municipio al Campanile
È il confronto che fa crescere. Il sindaco: «Prezioso l’apporto dei volontari attenti a situazioni di fragilità e anche nella cura e valorizzazione del territorio. Per il futuro si pensa all’unione di servizi con altri Comuni»
«Il Comune opera in simbiosi con la parrocchia. Un lavoro di squadra non solo nelle celebrazioni religiose delle varie ricorrenze, ma soprattutto nell’attenzione alle realtà più fragili». Parola di Alberto Dal Santo, 38 anni, laureato in Ingegneria meccanica, che dal 2024 veste la fascia tricolore. «Abbiamo la fortuna di avere una scuola dell’infanzia gestita direttamente dalla parrocchia. Qualche settimana fa abbiamo sottoscritto una convenzione in modo da rendere il rapporto stabile e continuativo».
Il primo cittadino non nasconde «il lavoro di tantissimi volontari. Abbiamo persone stupende che ci aiutano nella distribuzione a domicilio dei pasti quotidiani e una squadra di volontari, coordinati dal nostro ufficio di Segreteria, per il trasporto di chi debba andare a fare visite o esami. Poi c’è chi si mette a disposizione, settimanalmente, per la cura e la valorizzazione del territorio, che si estende su 22 chilometri quadrati».
Dal Santo è arrivato in municipio due anni fa, alla testa di “Progetti in Comune”, una lista civica trasversale. «Da un punto di vista politico – sottolinea – non mancano posizioni diverse. Però con il confronto e con il dialogo, possiamo arrivare a soluzioni condivise. Io non sono iscritto a nessun partito e prima di essere eletto sindaco non avevo mai fatto il consigliere comunale. Per questa opportunità, che non è facile da gestire tra il lavoro e una famiglia con tre figli, devo solo ringraziare mia moglie. Ho imparato che l’impegno di amministratore è un lavoro di squadra, che parte dalle realtà familiari come la mia, in cui c’è una rete di supporto». E l’opposizione, rappresentata dalla lista “Viviamo Caltrano”, che dice? «L’opposizione si oppone, eccome. Siamo stimolati a impegnarci, non diamo nulla per scontato».
Certo, chi guarda da fuori non si accorge di tanti sacrifici. «Quest’anno abbiamo investito tantissimo in eventi culturali, convinti che musica, teatro, lettura, stare assieme, possano essere un valore aggiunto. Alla biblioteca, attivissima, è collegato un Comitato eventi culturali. Adesso stiamo stilando il calendario per la fine 2026 e l’inizio 2027, il nostro cruccio sono le disponibilità economiche. Comunque riusciamo a organizzare, a bassissimo costo, ma a elevato valore aggiunto, molti eventi. è un modo per tenere unita la comunità, che altrimenti dovrebbe spostarsi in centri più grossi, come Thiene o Schio. Ci fa gioco la collaborazione con Comuni limitrofi: Carrè, Chiuppano, Piovene Rocchette e, spero in futuro, Cogollo del Cengio».
Nel capitolo opere pubbliche si sta lavorando alla riqualificazione del centro storico con interventi che abbiano una funzione sociale. «In partenza c’è un cantiere per la finitura del primo piano di un nostro stabile storico, con l’obiettivo di creare delle aule polifunzionali per convegni, assemblee e attività per i ragazzi. Poi, in base a una convenzione con il Comune di Calvene e una cooperativa, faremo partire un servizio pomeridiano di assistenza ai giovani, ogni pomeriggio».
Progetti di unione o di fusione? «Non siamo assolutamente contrari all’ipotesi di unione di servizi. Stiamo dialogando con un paio di Comuni limitrofi per procedere verso l’unione. Non ci aiuta il fatto che non andiamo a elezioni nello stesso anno». Quanto al team che opera in municipio, Dal Santo può contare su 11 dipendenti: «Una squadra giovane, preparata, volenterosa, molto valida, che ha scelto di stare qui, anziché andare nei grandi centri dove può avere una contribuzione maggiore e una migliore scala gerarchica e organizzativa».
Il parroco: «C’è un nutrito gruppo di persone, appassionate e qualificate, che collaborano concretamente alle varie attività della parrocchia. Il 27 si ricorda il centenario della chiesa»
Don Lauderio Dal Bianco è parroco, dal 21 settembre 2014, di Santa Maria Assunta di Caltrano e da una decina d’anni di Mosson, in Comune di Cogollo del Cengio: «Ciascuna realtà ha un proprio consiglio pastorale, ma gran parte del lavoro di catechesi da vari anni viene condotto insieme». Intanto va in archivio un’estate intensa. «Con i ragazzi di elementari e medie – sottolinea don Lauderio – siamo stati a Borgo Valsugana, nel Trentino, a fine luglio. I partecipanti erano 45, più una decina di animatori. è stata un’esperienza molto proficua; i risultati poi col tempo si vedono, sia per i ragazzi che per gli animatori, che lavorano bene insieme». Dal 20 al 23 luglio il gruppo dei Giovanissimi invece si è recato ad Assisi: «Abbiamo accolto lo spirito dell’anno francescano. Questa è un’esperienza che permetterà, a chi lo vorrà, di rimanere all’interno della comunità e magari poi di entrare nel giro delle animazioni e così poter restituire quello che hanno ricevuto in questi anni».
A Caltrano è attiva anche una piccola Caritas parrocchiale. «Vengono seguite una decina di famiglie per la consegna di pacchi viveri. Il gruppo dei Giovanissimi, di solito verso la metà di novembre, nel tempo della Fraternità, s’impegna nel volantinaggio e nel porta a porta per la raccolta di generi alimentari a lunga scadenza».
Caltrano poi vanta ben tre cori. «Un coro della terza età, presente alla messa prefestiva del sabato; un secondo coro di ragazzi alla messa della domenica mattina. Infine il coro degli adulti che partecipano alle grandi solennità. Anche il nostro sindaco ne ha fatto parte, suonando la chitarra, finché non ha assunto l’incarico amministrativo».
E le sagre? «A Caltrano non ci sono sagre – spiega don Dal Bianco – Organizziamo alcune feste, dislocate lungo l’anno. La prima domenica d’ottobre la celebrazione della Madonna del Santo Rosario è l’inizio dell’anno pastorale. Poi c’è la festa del patrono, san Biagio, la prima domenica di febbraio: qui la tradizione ci invita a mangiare un piatto di polenta e baccalà in un pranzo comunitario». Il 7 agosto (data infausta perché in paese quasi tutti sono in ferie) la statua di san Gaetano è uscita per qualche ora dalla chiesa di Mosson. «Abbiamo posizionato il patrono sopra il pozzo, al centro del sagrato – precisa don Lauderio – chiedendogli di mitigare un po’ il caldo e far scendere un po’ di pioggia. Non è arrivato subito il temporale, ma dalla settimana successiva qualche goccia si è vista. L’ultima domenica di settembre, poi, facciamo coincidere la festa di San Gaetano con l’inizio dell’anno pastorale a Mosson. E a tavola il piatto tipico sono gli gnocchi». Quest’anno però la festa di Mosson cade domenica 27 settembre, data in cui a Caltrano si ricorda il centenario della chiesa. «La mattina – anticipa il parroco – faremo festa per san Gaetano; nel pomeriggio celebreremo a Caltrano con il vescovo Claudio Cipolla».
Don Lauderio afferma di poter contare «su un nutrito gruppo di persone, appassionate e qualificate, che collaborano concretamente alle varie attività della parrocchia: dalla pulizia della chiesa alla cura del verde». Chi poi non riesce a fare capolino in chiesa, ci può entrare virtualmente: una telecamera è infatti sempre puntata sull’altare. «L’iniziativa è partita con il Covid, per trasmettere la messa ed è proseguita. Così anziani o malati possono seguire le liturgie da casa. Ci sono poi una decina di laici che si alternano nel commento al Vangelo della domenica, pubblicato sul sito della parrocchia».