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La presenza francescana a Thiene data oltre 400 anni: era infatti il 1610 quando alcuni frati Cappuccini della comunità della vicina Schio furono chiamati al santuario dell’Olmo a prestare servizio ai fedeli che vi accorrevano sempre più numerosi. Oggi, dopo la chiusura dei conventi di Schio e Bassano, quella di Thiene è l’unica presenza cappuccina nel territorio Alto Vicentino, ed è anche sede parrocchiale.
Il santuario della Madonna dell’Olmo risale al 1530, quando Maria apparve a tre pastorelle. Fin dal loro arrivo a Thiene il santuario e il convento dei Cappuccini hanno formato quasi un’unità, anche per la popolazione, tanto che dopo ogni soppressione – ben tre, della Repubblica veneta nel 1769, di quella napoleonica nel 1810 e del Regno d’Italia nel 1867 – i religiosi sono sempre ritornati. L’ultima volta fu nell’anno 1900.
«La spiritualità di san Francesco – spiega padre Flaviano Gusella, per 22 anni rettore del santuario di San Leopoldo a Padova, dal 2024 rettore di quello di Thiene e a fine agosto anche guardiano della fraternità – è in prevalenza cristocentrica. In pochi sanno tuttavia che Francesco era anche un fervente devoto alla Madonna, verso la quale ha lasciato delle preghiere che ne esaltano le straordinarie virtù. Era anche molto devoto ai luoghi mariani, e non a caso chiese di poter custodire la Porziuncola, ovvero Santa Maria degli Angeli, dove si tenne il primo grande capitolo dell’Ordine; accanto alla medesima chiesetta volle poi essere portato in previsione della sua morte».
Il convento di Thiene con l’attiguo santuario è un punto di riferimento per il territorio: qui convergono i fedeli della Pedemontana vicentina e dell’Altopiano dei Sette Comuni, tanto che i frati stimano che alla messa domenicale solo un fedele su cinque sia anche parrocchiano. Come da tradizione cappuccina, è anche un luogo di riconciliazione, con il sacramento della confessione celebrato tutti i giorni, mattina e pomeriggio.
«Da settembre saremo dieci frati – continua p. Gusella – e al santuario fa riferimento un gruppo di francescani secolari. Accanto al santuario c’è una comunità di suore Salesiane che gestiscono una scuola materna e offrono una collaborazione pastorale parrocchiale. Stiamo cercando di creare un gruppo di volontari per l’accoglienza dei pellegrini: nello scorso anno giubilare abbiamo avuto 35 visite organizzate dalle Diocesi di Padova e Vicenza e non solo, un numero che sembra esiguo ma per noi è stato significativo».
Tra le attività caritatevoli, i frati continuano a servire pasti ai bisognosi, anche se con la chiusura della mensa dopo il Covid il numero è calato: ora i pasti vengono consegnati per l’asporto. «Per il futuro – conclude il padre guardiano – speriamo di poter ripristinare un servizio mensa per offrire un pranzo caldo».