IdeeÈ da poco passato mezzogiorno. A breve il locale si riempirà di clienti in pausa pranzo e di studenti della vicina università di Bolzano che faranno il pieno di energie con una pizza fumante. Giuseppe sta definendo i dettagli degli ultimi ordini con un fornitore. Indossa la polo rossa contraddistinta dal logo della pizzeria, la maschera di pulcinella con un cappello che richiama nella forma un cornetto napoletano. Una polo rossa come le piastrelle lucide che, sposandosi col verde bosco di pareti e sedie, circondano il cuore pulsante del locale, abbracciando il forno pronto a cuocere pizze col cornicione e “ruote di carro”. Pizze napoletane, cucinate secondo tradizione, utilizzando prodotti tipici campani, in cui il pomodoro, rigorosamente campano, ti avvolge fumante in un abbraccio di colore e profumo Pizze che “generano felicità”, come sottolineava sempre Mattè. Quella pizzeria era il sogno di Mattè. E oggi, Giuseppe, è lì a portare avanti il sogno di suo figlio, Matteo Buoninconti.
“Molti mi chiedono perché un ragazzo di Castellammare di Stabia apre una pizzeria qui a Bolzano…”. Chi era Matteo Buoninconti? È lui stesso a raccontarsi, in un reel pubblicato lo scorso 11 maggio, sull’account Ig della pizzeria “Mattè”, aperta il 4 aprile 2025 nel centro del capoluogo altoatesino. “Per lavoro ho sempre girato, fatto stagioni estive, in Sardegna, nel Nord Italia e all’estero. Poi un giorno mi sono fermato a Merano, una città vicino a Bolzano e da lì è nato il mio percorso qui in Trentino-Alto Adige”.
Matteo era arrivato in Alto Adige poco più che ventenne. Durante il Covid, osservando il padre appassionarsi nel fare la pizza, – al punto da volere un forno da mettere nella taverna di casa per sfornare pizze nel fine settimana – Matteo inizia ad innamorarsi di quest’arte, al punto di seguire un corso con un maestro pizzaiolo di Napoli. E nel frattempo continua a lavorare, in varie zone d’Italia. La pizzeria “La smorfia” di Merano lo contatta tramite un annuncio di lavoro pubblicato sui social. Il padre Giuseppe ricorda che in quel periodo lavorava come cameriere in Toscana. Lo aveva chiamato e gli aveva detto che quel fine settimana sarebbe sceso a casa giù, ma poi sarebbe risalito ancora più a nord. E papà Giuseppe gli aveva risposto: “Vai diritto, che sei già a metà strada”.
Alla “Smorfia” Matteo lavora tre anni, cullando il sogno di aprire la sua pizzeria. “Ha fatto tanti sacrifici – ricorda oggi papà Giuseppe – fisici, mentali e soprattutto economici”. In Alto Adige aveva trovato una seconda “casa” e aveva incontrato Gabriella, l’amore della sua vita. Da qui la decisione di mettere radici affrontando la sfida di affittare un locale nel centro a Bolzano per “portare Napoli in Alto Adige”. L’avvio era stato graduale. Dapprima solo pizze d’asporto, poi i permessi per il servizio ai tavoli e successivamente l’apertura di una seconda saletta al piano inferiore. Il tutto accompagnato dai quadri dei cornetti napoletani affissi sulla parete della sala principale e sotto lo sguardo vigile di Maradona, il cui quadro osserva il lavoro quotidiano da sopra la cassa. La specialità di Mattè era “la ruota di carro, che faccio in varie versioni”, raccontava su Ig.
Quando il progetto della pizzeria inizia a prendere forma, Matteo vuole accanto a sé il padre Giuseppe. Lui faceva le pizze e il padre lo aiutava in cucina.
Matteo è pieno di estro. Sua l’idea di creare e inserire nel menù la pizza “Sinner”, dedicata al tennista altoatesino, fatta a forma di racchetta con il manico ripieno di ricotta, salame e mozzarella e con sopra una fonduta di parmigiano con mozzarella, pomodoro e pomodorini confit. Tutti ingredienti rigorosamente campani. E poi c’è la pizza alle melanzane e quella a “ruota di carro” che inizia ad essere imitata anche da altri locali.
Dopo tanti sacrifici, tutto sembrava essersi messo sulla strada giusta. Fino a martedì 16 giugno. Martedì mattina Matteo e Gabriella erano saliti in macchina di buon’ora per scendere a Castellammare di Stabia, dove un paio di giorni più tardi la sorella di Matteo si sarebbe sposata. Lungo l’Autobrennero, all’altezza di Pastrengo, in Veneto, l’auto sbanda verso destra e va a sbattere ad alta velocità contro un tir che si trovava fermo in una piazzola di sosta. Per Matteo, che si trovava alla guida dell’auto, non c’è stato nulla da fare. La fidanzata Gabriella, che sedeva sul lato passeggero, riporta ferite gravissime e viene ricoverata a Verona.
La scomparsa di Matteo lascia attonite e senza parole due intere comunità: quella di Castellammare di Stabia, dove il giovane pizzaiolo era nato e cresciuto e quella di Bolzano, dove il suo progetto di lavoro e di vita stava iniziando a dare i primi frutti.
Davanti alla porta della pizzeria Mattè, in Galleria Europa, gli amici e quanti avevano imparato a conoscere e volevano bene a Matteo portano fiori e candele.
Per due mesi sulla porta del locale è appeso il cartello “chiuso per lutto” e, su un tavolino, c’è la foto di Matteo, immortalato vicino al forno mentre presenta sorridente uno delle sue pizze. Fino allo scorso 19 agosto, quando la pizzeria “Mattè” ha riaperto le sue porte.
Oggi, nel locale in cui è nato e partito il sogno di Matteo, c’è papà Giuseppe.
“Ciao a tutti, sono Giuseppe, il papà di Matteo”. Giuseppe Buoninconti non ama stare davanti a una telecamera. Ma per il suo “Mattè” fa anche questo. E pubblica sull’account Ig della pizzeria un reel, che in poco tempo raccoglie più di 21.300 like, in cui annuncia la riapertura del locale. “Dopo due mesi di silenzio senza Matteo riapriamo la sua pizzeria, il suo sogno – annuncia commosso -. Sono stati due mesi molto difficili, siamo stati in silenzio, avevamo bisogno di capire come andare avanti nelle nostre vite senza Matteo. Una cosa però ci premeva, riaprire la pizzeria che lui aveva aperto con tanto sacrificio per continuare il suo sogno”. “Non è stato facile e non lo sarà nemmeno in futuro. Matteo aveva uno spirito imprenditoriale difficile da replicare e un’inimitabile simpatia”. Giuseppe ringrazia l’amministrazione e la Camera di Commercio che lo hanno seguito e supportato nelle pratiche burocratiche.
“Lavorare qui non è facile, ma mi aiuta molto. Mi porta un po’ a non pensarci e un po’ a pensarci. Se lo faccio, lo faccio per lui”. Perché lì, tra quelle piastrelle rosse, sotto lo sguardo attento di Maradona, Matteo continua a vivere.
Non ci sono risposte per quanto accaduto. E le risposte non potranno restituire quello che troppo presto è stato strappato alla vita.
Tanti i messaggi di incoraggiamento e di affetto pubblicati in questi giorni sull’account Ig della pizzeria “Mattè”
“Mi siete apparsi all’improvviso nel feed – scrive Irene dall’account “diariodiforno” – non conoscevo questa storia. Sono sicura che Matteo, con una fetta di pizza in mano, sarà felicissimo di vedere il suo papà continuare il suo sogno. Purtroppo sono lontana da Bolzano ma spero che saranno in tanti a venire lì a mangiare. Un grande abbraccio, signor Giuseppe”.
“Matteo era una gran bella persona, un gran lavoratore, la faccia pulita di una Napoli che si dà da fare per affermarsi con sudore sacrificio e passione – scrive Michele –. Onore grande a voi che continuate a coltivare il suo sogno. il Signore vi assista SEMPRE. Un bacio grande, ti arrivi fin lassù il mio pensiero. Ciao Matteo, resterai sempre vivo nella mente e nel cuore di chi, come me, ti ha voluto tanto bene”.
E ancora: “Il sogno di Matteo doveva continuare e solo un grande papà come te poteva farlo”, scrive Alba Infante.
E mentre i like fioccano sui social e nel forno cuociono le pizze, lui, Matteo, è lì, sorridente, che mostra in foto la pizza calda appena sfornata e accompagna papà Giuseppe che, di figlio in padre, mantiene vivo e fa crescere il suo sogno.