Germania: Sassonia-Anhalt, la Chiesa cattolica s’interroga sul risultato. Don Birgener (katholisch.de), “la gente si sente abbandonata”
In un editoriale sul portale katholisch.de, il presidente dell'organizzazione missionaria analizza a caldo la vittoria eclatante di Alternativa per la Germania (AfD). Riconoscimento per la diocesi di Magdeburgo, che ha condotto un'ampia campagna elettorale promuovendo carità, solidarietà e dignità umana, e in particolare per il vescovo mons. Gerhard Feige. Una possibile spiegazione del risultato: «Le persone si sentono abbandonate». L'appello: «I veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena». Deve emergere una Chiesa «presente nella vita quotidiana».
In un editoriale sul portale della Chiesa cattolica tedesca, katholisch.de, don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, analizza a caldo i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt, con la vittoria eclatante del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD). Birgener evidenzia che durante la campagna elettorale “non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto un’ampia campagna elettorale, promuovendo valori come carità, solidarietà e dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti”. Per Birgener “una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”. Nell’editoriale, Birgener sottolinea inoltre che “può sembrare paradossale: proprio in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato”.