Nepal: un mese dopo l’alluvione. Dalle Caritas aiuti per interventi psicosociali. Con attenzione alle cause climatiche
Superata la fase più drammatica dell'emergenza, Caritas Nepal si rivolge al network internazionale per una riabilitazione integrata di lungo periodo. A Caritas Italiana e alle Caritas lombarde è chiesto di sostenere in particolare gli interventi psico-sociali e di salute mentale, l'accoglienza dei ragazzi rimasti orfani e il sostegno agli sfollati riversatisi a Katmandu. Caritas Ambrosiana, che ad agosto aveva erogato 10mila euro, si prepara a rafforzare gli stanziamenti: "Anche per ragioni di giustizia climatica".
Superata la fase più concitata e drammatica dell’emergenza, Caritas Nepal sta per lanciare al network internazionale Caritas un “Appello di emergenza” del valore di oltre 3 milioni di dollari, che prevede risposte di lungo periodo (quattro anni), in un’ottica di riabilitazione integrata. La Caritas asiatica ha chiesto a Caritas Italiana (e tramite essa alle Caritas lombarde) di supportare in particolare interventi psico-sociali e di cura della salute mentale, al fine di aiutare soggetti vulnerabili a superare i traumi post-evento, di offrire accoglienza ed educazione ai molti ragazzi rimasti orfani, di fornire sostegno ai tanti sfollati che, avendo perso tutto, si sono riversati nella capitale Katmandu, con la prospettiva di sopravvivere a lungo in condizioni di accentuata precarietà.
Dal canto suo Caritas Ambrosiana aveva erogato 10mila euro, a fine agosto, per gli aiuti più urgenti. Ora si appresta, appellandosi alla generosità di fedeli e donatori, a irrobustire gli stanziamenti per il Nepal. Anche per ragioni di giustizia climatica. “La lettera dei vescovi lombardi – fanno notare Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori dell’organismo – evidenzia che ‘eventi estremi colpiscono spesso con maggiore durezza popolazioni e territori più vulnerabili’, ma meno responsabili, rispetto ai Paesi ricchi, delle emissioni climalteranti che innescano disastri. Mentre finanziamo interventi per abilitare i giovani a rispondere ai disastri e tendiamo la mano a un popolo in difficoltà, dobbiamo interrogarci sulle cause profonde della sciagura che l’ha colpito. Ed educarci insieme a stili di vita più sostenibili, dunque più fraterni”.