Fatti | Sport
In questa settima giornata di campionato il Padova è chiamato a riscattare la bruttissima sconfitta subita nel turno precedente contro la Carrarese. Una sconfitta che nessun tifoso biancoscudato si aspettava, anche per come è maturata: una scarsa incisività in attacco, sempre più evidente nelle ultime settimane, e una debole capacità di reazione dopo lo svantaggio. Poche idee, e confuse, insomma. Ma il turno in programma dà ai biancoscudati la possibilità di rialzare la testa e mettere a tacere le prime critiche. Di nuovo all’Euganeo arriva l’Entella di Chiappella, a quota 6 punti, uno in meno dei biancoscudati, reduce dal pareggio per 1-1 contro la Juve Stabia nell’ultimo turno. Un’occasione ideale per rimettersi in carreggiata: una partita non facile, ma da giocare davanti al proprio pubblico.
Padova e Virtus Entella si affrontano per la terza volta in Serie BKT. Il doppio confronto della scorsa stagione si è chiuso in perfetta parità: 2-1 per i biancoscudati all’andata all’Euganeo, 1-0 per i liguri al ritorno al Sannazzari. La squadra di casa arriva alla sfida in un momento delicato. Le due sconfitte consecutive in campionato eguagliano quelle rimediate nelle nove gare precedenti, in cui erano arrivate sei vittorie e un pareggio. Pesa soprattutto la sconfitta di settimana scorsa, primo passo falso davanti al proprio pubblico dopo un ruolino casalingo da 13 punti in cinque partite, con la porta rimasta inviolata in quattro occasioni. Preoccupano anche le disattenzioni difensive: sono già sette gli errori che hanno concesso una conclusione agli avversari, uno dei quali tradotto in gol, e in questa graduatoria solo la Juve Stabia ha fatto peggio con otto. In attacco, invece, si attende il risveglio di Mattia Bortolussi. Dieci reti lo scorso anno, tra cui proprio quella all’Entella all’Euganeo nel settembre 2025, ma ora un digiuno che dura da sette gare. Se non dovesse segnare, firmerebbe la striscia più lunga senza gol della sua carriera in cadetteria.
L’Entella di Andrea Chiappella si presenta invece con il segno “X” come marchio di fabbrica recente: tre pareggi nelle ultime quattro giornate, uno in più di quelli raccolti nelle 17 sfide di Serie BKT precedenti. Dopo lo 0-0 con la Cremonese e il pareggio di settimana scorsa con la Juve Stabia, un altro pari regalerebbe ai liguri tre pareggi consecutivi in B per la prima volta da febbraio-marzo 2021, quando sotto la guida di Vincenzo Vivarini se ne contarono quattro. Lontano da casa, poi, i biancocelesti hanno trovato solidità: quattro punti nelle ultime due trasferte, con il successo sul campo del Pisa e il pareggio di Cremona. Uscire indenni anche dall’Euganeo significherebbe restare imbattuti per tre gare esterne di fila nello stesso campionato cadetto, cosa che non accadeva da settembre-novembre 2020 con Bruno Tedino in panchina. Occhi puntati anche su Lucas Felipe, il giocatore con più tocchi per 90 minuti del torneo, 118. Sono almeno 47 in più dei migliori del Padova in questa statistica, Christian Pastina e Filippo Sgarbi, fermi a 71. Nessuno squalificato né diffidato da entrambe le parti.
Alla vigilia della sfida contro la Virtus Entella, mister Antonio Calabro parte da ciò che è mancato contro la Carrarese e da ciò che pretende dai suoi: «L’equilibrio mentale. È quello che non c’è stato nell’ultima partita ed è quello che mi aspetto di più, oltre a una reazione importante a livello di furore agonistico, atteggiamento, cattiveria e determinazione. Mantenendo sempre la lucidità giusta, però». Il tecnico racconta poi la settimana seguita alla sconfitta, da cui trae l’unico aspetto positivo: «Ci siamo guardati negli occhi, abbiamo analizzato la situazione e abbiamo evidenziato determinate responsabilità, che non sono soltanto fisiche o tecniche. Siamo stati molto lucidi e sereni, nonostante la sconfitta e il modo in cui è maturata ci abbiano fatto male dentro. La cosa positiva è che ognuno si è preso le proprie responsabilità».

Calabro non si sottrae all’analisi delle proprie scelte, a partire dall’inserimento di un «interno di squilibrio»: «Non è la prima volta che cerco di giocare così, magari con un’ex punta, e altre volte mi è andata bene. Evidentemente non era il momento giusto, oppure lo è stato solo fino al tredicesimo minuto. Quando gli equilibri sono svaniti con il loro gol, la prima volta che superavano la metà campo, noi non siamo stati più la squadra dei primi tredici minuti». Da lì il crollo, spiega, è stato soprattutto mentale: «Ci siamo allungati, non abbiamo più preso le seconde palle, non abbiamo avuto la maturità e la lucidità di capire che dovevamo rimanere corti. Ci siamo innervositi e abbiamo speso tantissimo a livello fisico». Ma il tecnico rivendica il coraggio della scelta: «Avevo voglia di accelerare e di mettere gli attaccanti nelle condizioni di essere serviti meglio. Forse non era il momento giusto, ma non mi rimprovero il coraggio: lo rifarei altre centomila volte, perché ho sempre basato la mia carriera sul coraggio. Questo non vuol dire che l’idea non possa essere riproposta». Del resto, la ricerca di qualità tra le linee resta un marchio di fabbrica del tecnico: «La qualità che abbiamo cercato contro la Carrarese l’ho sempre ricercata negli anni passati: giocatori come Hasa o Cherubini hanno agito come interni di squilibrio in quelle situazioni, dandomi ottimi risultati. Questo non vuol dire che si possa trovare qualità solo con un interno di squilibrio: si possono adottare anche altri accorgimenti, non puramente tattici ma strutturali e di concetto, che dovremo mettere in campo domani».
Spazio anche al rapporto con il pubblico dell’Euganeo, che dopo la sconfitta ha alternato fischi e applausi: «Dobbiamo accettare tutto, anche i tifosi che non sono contenti e che esprimono il loro disappunto con i fischi. Il nostro compito, mio come allenatore e dei giocatori, è cercare di tramutare quei fischi di nuovo in applausi. Va fatto un ringraziamento speciale a chi, nonostante le difficoltà e una partita brutta, mantiene la mentalità di dare una mano invece di mettere il bastone tra le ruote. Il nostro obiettivo è rendere contenti tutti i tifosi, non solo quelli della curva ma anche quelli delle tribune, vincendo le partite».
Sull’avversario, il tecnico mette in guardia dalla solidità esterna dei liguri, reduci dal 4-1 di Pisa e dal pareggio di Cremona: «È una difficoltà oggettiva. L’anno scorso l’Entella aveva un timbro diverso: in casa faceva tanti punti e fuori casa faceva fatica. Quest’anno ha denotato peculiarità interessanti in fase di transizione. Hanno due attaccanti molto abili nelle ripartenze e una fase di non possesso molto compatta: restano corti tra le linee per poi sfruttare le loro caratteristiche migliori». Per questo, il piano gara del Padova parte dalla testa: «Vogliamo aggredire prima di tutto a livello mentale. A livello tattico l’importante è mantenere sempre le distanze giuste, che si tratti di un pressing ultra offensivo, medio o basso, perché dall’ultima partita ne siamo usciti con le ossa rotte proprio per esserci allungati. Pensiamo alle caratteristiche dell’Entella, ma soprattutto a ciò che vogliamo proporre noi».
Capitolo infermeria: out Caprari e Zanimacchia, tutti gli altri a disposizione. Sull’attaccante, Calabro spiega: «Ha subito un trauma osseo che lo ha costretto a usare le stampelle fino a ieri. Per fortuna la risonanza ha confermato che non c’è niente di grave. Oggi ha tolto le stampelle, però zoppica e ha un ematoma importante. Secondo me è recuperabile per la partita successiva». Aperta la porta anche ad Artistico, all’esordio contro la Carrarese: «È possibile vederlo dal primo minuto, così come è possibile che subentri a gara in corso. Ha fatto una settimana intera di allenamento, quindi sono tutte scelte che prenderò in esame». E sulla possibile convivenza tra due prime punte, il tecnico individua proprio nell’attacco la lacuna più grande dell’ultima gara: «Avevamo due punte che venivano incontro e davano punti di riferimento su una difesa a tre. Volendo entrambe la palla sui piedi, si è creata un’immobilità. Non possono venire entrambe incontro o andare entrambe in profondità, si devono dividere gli spazi e attaccare zone che magari non piace attaccare, soprattutto a giocatori con le caratteristiche di Moro o Bortolussi. Credo però che entrambi possano adattarsi: devono capire che c’è bisogno di dividersi la fatica e avere una struttura mentale dedita al sacrificio».
Infine, una riflessione sul percorso della squadra. Lo schiaffo della Carrarese, secondo Calabro, si lega a un campanello d’allarme già suonato in precedenza: «Per due volte questa squadra ha manifestato problemi di disequilibrio mentale: il gol subito a Cremona dopo trenta secondi, che ci ha fatto sbandare per un quarto d’ora, e quello della Carrarese dopo quattordici minuti. A Cremona arrivavamo da due prestazioni eccellenti con Pisa e Verona e ci sentivamo quasi imbattibili; con la Carrarese venivamo da una grande partita a Palermo. Questa settimana ci siamo detti che non possiamo pensare di iniziare e finire le partite sempre come vogliamo noi. Ci sono le difficoltà, ci sono gli avversari, ci sono i momenti in cui subisci un gol o vai in affanno: è lì che diventi una squadra forte, non solo quando le cose vanno bene». Un concetto che il tecnico ribadisce anche parlando di un gruppo profondamente rinnovato, per il quale è difficile stabilire i tempi necessari a trovare un amalgama completo: «Non si possono fare previsioni su quanto tempo manchi, sicuramente c’è da lavorare. Una squadra è forte quando, nelle difficoltà, dà la sensazione di essere compatta. E questo, nell’ultima partita, non si è visto».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 11 Seghetti, 15 Lasagna, 20 Bortolussi, 90 Artistico
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Lovato, Dellavalle; Cocchi, Fusi, Zuelli, Giunti, Carrissoni; Artistico, Bortolussi. All. Calabro
ENTELLA (3-4-1-2): Del Frate; Parodi, Tiritiello, Alborghetti; Vignali, Squizzato, Benedetti, Di Mario; Franzoni; Guiu, Cuppone. All. Chiappella
Arbitro: Dario Madonia (sezione di Palermo). Assistenti: Rossi. M e Garzelli. IV ufficiale: Ermanno Feliciani (sezione di Teramo). Var: Prontera (sezione di Bologna), Avar: Paterna (sezione di Teramo). Diretta tv su DAZN e La B Channel.