Praglia. Dal Cantico delle creature alla Semiramide di Rossini
Nel 2014 i tecnici hanno lavorato su 13 manoscritti del Sacro Convento di Assisi, tra cui quello che custodisce la celebre preghiera di san Francesco. Più di recente è toccato alla pergamena del 1288 con cui il primo papa francescano autorizzò l’uso delle offerte per costruire e decorare la basilica. Il direttore Alberto Benato: “Senza quel documento forse non potremmo ammirare gli affreschi di Giotto”.
Ogni restauro rimane nel cuore, ma tra quelli recenti di cui i tecnici di Praglia vanno più fieri ci sono senza dubbio i 13 manoscritti del Sacro Convento di Assisi, su cui hanno lavorato nel 2014. Tra di essi c’era il “ms. 338”, che contiene nientemeno che il Cantico delle Creature, una delle preghiere più note della cristianità e della letteratura italiana. Il legame con san Francesco non finisce qui. «Di recente – racconta il direttore, Alberto Benato – abbiamo avuto l’immenso onore di restaurare un documento custodito nell’Archivio del Sacro Convento di Assisi che ha letteralmente cambiato la storia dell’arte: la celebre pergamena Reducentes ad sedule promulgata da papa Nicolò IV nel 1288. È la bolla papale con cui il primo papa francescano autorizzò l’utilizzo delle offerte dei fedeli per finanziare la costruzione, il mantenimento e la decorazione della basilica di Assisi: senza questo documento forse ora non potremmo ammirare i cicli di affreschi di Giotto e le altre opere che essa custodisce». Tra i più recenti interventi vi sono quello su un diploma membranaceo attribuito a Carlo Magno dell’anno 808 della cattedrale di Piacenza, i restauri ai codici del Centro Dantesco di Ravenna, alla partitura originale della Semiramide di Rossini, a 29 manoscritti del conservatorio Benedetto Marcello danneggiati dall’acqua alta del 2019.