È terminato il restauro conservativo delle facciate della chiesa di San Canziano, situata nel centro storico di Padova tra via Roma e piazza delle Erbe. L’intervento era iniziato nel 2022 e ha necessitato di più tempo del previsto per rispettare le procedure tecniche richieste dalla Soprintendenza.
La chiesa è titolata ai santi Canzio, Canziano e Canzianilla, martiri aquileiesi, ed è di origine medievale: le prime fonti certe a nominarla risalgono al 1034. La chiesa medievale venne radicalmente alterata tra il 1595 e il 1617, quando i lavori di restauro portarono la zona presbiterale al lato meridionale e fu eretta la solenne facciata verso piazza delle Erbe (sul fianco destro sono riconoscibili le piccole aperture e il rosone della primitiva facciata). L’attuale facciata è riferita all’opera di Vincenzo Dotto e di Giambattista della Sala e conserva statue raffiguranti l’Umiltà e la Verginità, opera di Antonio Bonazza, due bassorilievi settecenteschi e, sull’attico, altre quattro statue realizzate da Pietro Danieletti raffiguranti gli Evangelisti, identificati dai rispettivi simboli iconografici. Al centro della facciata spicca il grande affresco dell’Immacolata Concezione tra i Santi Canzio, Canziano e Canzianilla, opera del francese Guy Louis II Vernansal.
I lavori previsti, eseguiti dalla ditta Lares restauri srl su progetto dell’ingegner Anita Roman e dell’architetto Donata Cherido, direttore dei lavori l’ingegner Alessandro Corazzin, hanno riguardato il restauro conservativo delle facciate della chiesa, che presentavano problemi di depositi superficiali e, nella parte bassa, fenomeni di umidità; le malte a calce di stilatura evidenziavano, in alcuni casi, uno stato di decoesione per l’aggressione di piogge e di nebbie veicolanti all’interno del materiale gli inquinanti atmosferici. Il portale, lo zoccolo alla base, i capitelli, le due sculture in nicchia e i bassorilievi, così come le statue sommitali, costituiti da elementi lapidei elegantemente lavorati, presentavano fenomeni di alterazione quali depositi superficiali, fenomeni di scagliatura e distacco. L’affresco centrale necessitava anch’esso di pulizia da depositi superficiali e sistemazione di piccole lacune e fessurazioni.
La maggior parte delle lavorazioni sulla facciata principale e la rimozione dell’intonaco cementizio erano state realizzate e concluse già nei primi mesi dell’intervento. Rispetto al lato su via delle Piazze, la Sovrintendenza aveva però richiesto più cicli di asciugatura annuali sulle murature per permettere che l’umidità presente nelle stesse fosse, per quanto naturalmente possibile, rimossa o diminuita. L’intonaco cementizio presente, oltre a essere in parte ammalorato, aveva accentuato il processo di risalita capillare sia all’esterno che all’interno della chiesa ed è stato sostituito con un intonaco a calce secondo il colore e il trattamento richiesti. Questa parte di completamento è stata complicata anche dalla difficoltà della strada, molto stretta, e dalla necessità di tenere aperta la percorrenza anche durante le operazioni. Per lavorare in sicurezza è stato necessario installare un ponteggio complesso e aumentare il tempo delle lavorazioni.
I lavori previsti sono stati ora completati, ed è auspicabile che si possa intervenire in futuro anche sulla muratura interna confinante su via delle Piazze.
Gli interventi hanno riguardato gli elementi di muratura faccia a vista, il restauro degli affreschi storici, degli elementi in pietra naturale e degli intonaci neutri, con la rimozione ove presente dell’intonaco cementizio.