Quattro piani di appartamenti acquisiti dall’Esu e da anni in attesa di essere ristrutturati e assegnati: il 9 ottobre sono stati finalmente inaugurati e costituiscono la residenza universitaria Galileo Galilei, in via Magarotto a Chiesanuova a Padova, zona Cave.
L’intervento di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico, che ha previsto anche la messa a norma dell’impianto antincendio, è durato solo dodici mesi: l’Esu, Ente per il diritto allo studio di Padova, lo ha potuto realizzare grazie allo stanziamento di 1,86 milioni di euro a valere su fondi Pnrr. A disposizione oggi vi sono 45 mini alloggi per complessivi 93 posti letto. La struttura è destinata a ospitare solo studenti “capaci e meritevoli ancorché privi di mezzi” individuati in base a requisiti di merito e di reddito.
La nuova residenza è in un immobile di proprietà e gestione interamente Esu e offre, come spiegato dal presidente Giuseppe Maschera, una tipologia diversa dalle classiche stanze con servizi comuni, di norma offerte dall’ente: gli studenti qui hanno maggiore autonomia avendo veri e propri miniappartamenti, ognuno dotato di servizi e cucina. Comuni sono invece alcuni spazi, una lavanderia e il parcheggio per le biciclette.
«Per la prima volta abbiamo una residenza interamente nostra – ha spiegato il presidente, riconfermato nel suo ruolo a inizio ottobre – che si aggiunge alle altre tre, quelle padovane presso le Missioni africane dei Comboniani e in via Tartaglia, e a Vicenza la San Silvestro. Puntiamo ad avere 350 nuovi posti letto entro il 2028 nei vari studentati, per arrivare quasi a 2400 posti letto totali. Il bando Pnrr ci chiedeva di offrire il 30 per cento dei posti a studenti meritevoli, noi abbiamo deciso di destinare a loro l’intera struttura».
Gli appartamenti si compongono quasi tutti di una stanza con due letti, tranne alcuni che hanno anche una seconda stanza singola, un bagno e cucina propria. I costi per alloggiarvi sono di 240 euro per posto letto in camera doppia e 296 per la singola. «Faccio notare che tutti questi posti letto sono creati senza consumo di suolo, che oggi non è più necessario, rigenerando edifici esistenti. Veniamo così incontro alle difficoltà abitative che ci sono oggi in tutte le città, in particolare in quelle universitarie».
Dal canto suo Carlo Pellegrino, prorettore con delega all’Edilizia dell’Università patavina, in occasione dell’inaugurazione della residenza ha ricordato che anche l’ateneo ha in atto un piano di riqualificazione di edifici di proprietà o di aree dismesse, per un patrimonio diffuso di circa 200 edifici. È da poco stata riqualificata la residenza Fusinato, mentre procede il cantiere in via Campagnola di cui si avranno presto notizie, più lunghi invece sono i tempi per il recupero della residenza Meneghetti in via Sant’Eufemia e soprattutto per la ex caserma Piave di riviera Paleocapa. Nel frattempo, l’Università ha inaugurato il 13 ottobre il suo campus di Rovigo al Q200 Censer, in viale Porta Adige.
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