Cona. La sicurezza prima di tutto per la torre campanaria
Dopo quasi un anno e mezzo sono al termine i lavori di restauro alla torre campanaria, che comprometteva l’agibilità di parte del sagrato. Il Comitato parrocchiale ha deciso di impegnare le risorse disponibili per effettuare un intervento che fosse risolutivo e ripristinare la sicurezza. Restaurate anche le campane
Si avvia a conclusione, con il riposizionamento delle campane, avvenuto l’8 ottobre, il grande cantiere di restauro e messa in sicurezza dello storico campanile della parrocchiale di Cona, un’opera attesa dalla cittadinanza da oltre trent’anni che restituisce al paese uno dei suoi punti di riferimento identitari più cari. Circa tre anni fa il comitato parrocchiale si era trovato ad affrontare una situazione complessa: le condizioni della torre campanaria richiedevano interventi urgenti per prevenire la caduta di calcinacci e garantire l’agibilità dell’area circostante, con l’accesso al patronato, alla canonica e alla chiesa stessa. L’ultimo restauro del campanile attestato risaliva al 1934: per oltre 90 anni la struttura non aveva più ricevuto interventi sistematici. «Considerati gli elevati costi di interventi provvisori, come la posa di reti perimetrali, che non avrebbero risolto la radice del problema, si è deciso di realizzare un restauro definitivo», spiega il geometra Angelo Baldina, referente per la committenza, la gestione esecutiva e la sostenibilità economica. La torre attuale, alta 29,5 metri a pianta quadrata, è caratterizzata dalla tipica cuspide conica sormontata dal Leone della Serenissima. Nella cella sono custodite cinque campane dalla storia singolare: fatta eccezione per la più grande (fusa da Colbachini nel 1972), le altre quattro risalgono al 1896 (Fonderia Cavadini) e sono sopravvissute intatte ai due conflitti mondiali, scampando miracolosamente alla requisizione bellica per la fusione di cannoni. Affidata la progettazione tecnica all’architetto Federico Candian, ottenuti i benestari della Curia e della Soprintendenza, dopo i positivi riscontri delle indagini strutturali, sismiche, geologiche ed endoscopiche, il cantiere è iniziato il 13 maggio 2025. L’impresa edile Borin comm. Dino & Figlio ha eseguito il restauro dei paramenti murari interni ed esterni, il rifacimento dei solai e il recupero della cella campanaria. Al contempo, l’impresa Fagan si è occupata della revisione completa del castello in acciaio di sostegno delle campane, della sostituzione dei componenti usurati (raccordi, battagli, catene, tiranti e bulloneria) e della manutenzione dei motori. È stato inoltre installato un moderno sistema computerizzato per la gestione del suono, attivabile anche da remoto. L’opera è stata infine completata con l’installazione di un impianto parafulmine a norma, il posizionamento di dissuasori elettrici anti-piccione sui cornicioni e i lavori di lattoneria, eseguiti dall’Impresa Danieli e Curto.