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Erano tre, adesso sono sei. Il protocollo d’intesa firmato martedì 7 aprile da Diocesi di Padova, associazione Noi Padova e Centro servizi del volontariato di Padova e Rovigo (Csv) si allarga ad altre tre realtà associative cattoliche: le Acli, il Csi e il Cif provinciale. Le firme sugli addendum sono arrivate venerdì 23 ottobre, a sei mesi abbondanti dal primo accordo. Portano dentro la rete competenze che vanno dalla contabilità degli enti del Terzo settore alla prevenzione delle dipendenze digitali, fino allo sport.
Sei le firme in calce. Per la Diocesi quella di mons. Giuliano Zatti, vicario generale, accanto alle presidenti Giorgina Garbo per Noi Padova, Marinella Mantovani per il Csv, Marisa Galbussera per il Cif provinciale e Lucia Caburlotto per il Csi, e al presidente delle Acli padovane Maurizio Drezzadore. Il terreno comune è dichiarato: volontariato, partecipazione responsabile, centralità della persona, cittadinanza attiva, cultura del dono. E la capillarità: l’intesa abbraccia l’intera provincia di Padova, cioè un gran numero di parrocchie, circoli e associazioni sportive.
L’obiettivo, si legge nel testo di aprile, è un «quadro di collaborazione stabile» per promuovere la cultura della solidarietà e del volontariato, valorizzare il ruolo educativo, sociale e civico di parrocchie e circoli Noi, sostenere la partecipazione dei cittadini e delle comunità. Ciascuno mette sul tavolo spazi, competenze, informazioni. Diocesi e Noi si impegnano a far arrivare progetti e iniziative condivise nelle parrocchie e nei circoli associati, curando la formazione e il coinvolgimento dei volontari. Il Csv porta servizi e strumenti, apre l’accesso alla formazione e accompagna la crescita delle esperienze di impegno civico.
Più tecnico il contributo delle Acli. Ma dietro le parole difficili ci sono bisogni molto concreti: accompagnare gli enti del Terzo settore dentro gli Ambiti territoriali sociali, diffondere la cultura della co-programmazione, della co-progettazione e dell’amministrazione condivisa, offrire supporto amministrativo, contabile e fiscale attraverso accordi attuativi specifici. Chi ha provato a tenere i conti di un circolo sa di cosa si parla. Spazio anche ai giovani, da avvicinare al volontariato, e alle imprese, con il volontariato aziendale, quello di competenza e la responsabilità sociale d’impresa.
Il Cif guarda invece dentro le case. Genitorialità, relazioni familiari ed educative, gestione dei conflitti, rispetto e corresponsabilità: sono i temi su cui offrirà sensibilizzazione e formazione. Accanto, il lavoro di prevenzione su disagio giovanile e familiare, isolamento, dipendenze anche digitali, disturbi alimentari, violenza contro le donne e domestica. E un servizio di ascolto che orienta giovani, adulti, coppie, famiglie e anziani verso i servizi competenti.
Il Csi, infine, porta il campo da gioco. Da un lato la valorizzazione del volontariato nelle società sportive, dall’altro lo sport e le attività motorie come occasione di educazione, inclusione e partecipazione civica, con un occhio di riguardo per i giovani e per chi vive una fragilità. Sulla carta, la rete adesso c’è. La prova vera arriverà nei patronati, nelle palestre, nelle sale parrocchiali: dove sei firme dovranno diventare un corso, un progetto, un volontario in più.