Suicidio assistito: legge approvata sull’Isola di Man. Arcivescovo Sherrington (Liverpool), “la vita è un dono, vicini ai malati fino all’ultimo”
La legge ha ottenuto il Regio assenso ma non sarà operativa prima del 2028. Mons. John Sherrington scrive ai cattolici dell’isola, mentre i medici chiedono tutele per i più fragili e per l’obiezione di coscienza.
Sull’isola di Man, la legge sul suicidio assistito (Assisted Dying Act) ha compiuto il suo iter legislativo e ha ottenuto il Regio Assenso. L’isola, che è una Dipendenza della Corona britannica, ma gode di piena autonomia, è però parte della diocesi di Liverpool e per questo l’arcivescovo John Sherrington ha scritto un messaggio ai cattolici dell’Isola. “La Chiesa cattolica continua a insegnare che la vita è un dono preziosissimo di Dio e che noi ne siamo custodi, incaricati di proteggerla, di curare la malattia e di promuovere il bene della vita stessa”, si legge nella lettera. “L’insegnamento cattolico, condiviso da molti altri cristiani e da persone di buona volontà, propone un approccio diverso rispetto a quello che è stato trasformato in legge dal Tynwald”, il parlamento e organo legislativo dell’Isola di Man. Tale approccio consiste nell’essere “profondamente vicini a chi è malato, cercando di alleviare il dolore e garantendo le migliori cure possibili fino all’ultimo respiro”. Si prevede che la legge entrerà effettivamente in vigore nel 2028, perché protocolli e strutture devono ancora essere definiti. Ad esprimere opinione contraria rispetto alla proposta era stata l’associazione dei medici dell’Isola di Man preoccupata per la fragilità normativa nella tutela dei pazienti vulnerabili e per la mancanza di regolamentazione sui farmaci utilizzati. La Medical Society ha chiesto anche che sia garantita la “piena tutela del diritto all’obiezione di coscienza integrale per tutto il personale medico, infermieristico e farmaceutico”.