Fatti
Il centrodestra temporeggia. La presentazione del consigliere regionale leghista Roberto Marcato, benedetta da Luca Zaia e Alberto Stefani, nelle vesti di candidato sindaco a Padova della Lega (non più Salvini Premier ma Italia Federale), non ha suscitato l’entusiasmo del centrodestra. Né Raffaele Speranzon, senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, né Flavio Tosi, europarlamentare e segretario veneto di Forza Italia, e nemmeno Antonio De Poli, segretario nazionale dell’Udc, hanno stappato la bottiglia di prosecco per festeggiare l’aspirante primo cittadino. Evidentemente, per le altre forze politiche della coalizione di maggioranza, la nomination di un esponente salviniano per la guida di Palazzo Moroni è la tessera di un delicato mosaico. Tanto più che la partita per le amministrative di primavera s’incrocia con quella per le Politiche, affidata per di più a una nuova legge elettorale che vedrà solo i capilista sicuri di tornare in Parlamento e tutti gli altri impegnati a cacciare preferenze che potrebbero rivelarsi inutili. Sullo sfondo c’è Futuro Nazionale che potrebbe entrare in partita.
In attesa delle prossime mosse del centrodestra, il centrosinistra – che pure nei prossimi mesi dovrà affrontare la sfida delle Primarie di coalizione per la scelta dell’anti-Meloni – continua a sua volta a interrogarsi sulla scelta del candidato sindaco. L’opzione, dopo dieci anni di guida della città affidata a una personalità indipendente come Sergio Giordani, sembrava ristretta all’indicazione di un alfiere del Partito democratico: l’ex vicesindaco (e attuale vicepresidente del Consiglio regionale) Andrea Micalizzi e l’attuale “numero due” di Palazzo Moroni, Antonio Bressa. Ma un po’ a sorpresa è arrivato l’appello “Per una Padova civica”, sottoscritto – come privati cittadini – da decine di rappresentanti dell’associazionismo e lanciato da esponenti dell’università come l’economista Paolo Gubitta, del terzo settore come Matteo Mascia della Fondazione Lanza e Guido Turus, presidente del Movimento di volontariato italiano.
«Crediamo in un sindaco o una sindaca civici – si legge nel documento – che possano essere guida autorevole, capace di rappresentare una coalizione larga e far incontrare politica e società, valorizzando il contributo dei partiti, delle forze civiche e delle energie della città».
Hanno scelto di impegnarsi nella partita per il Comune di Padova anche Riccardo Szumski, fondatore e consigliere regionale di Resistere Veneto, e Gianluca Stefani, segretario politico del Movimento Prometeo e portavoce veneto di Onda (Organismo nazionale difesa alberi). Szumski e Stefani hanno raccolto insieme idee e proteste nel corso di un dibattito che si è svolto giovedì 29 ottobre nella Sala Polivalente Piacentino all’Arcella.
Presente nel dibattito cittadino è anche il Movimento civico Orizzonti Padova, fondato dall’ex assessore Marco Carrai e ora presieduto da Alessandro Dianin. Martedì 27, al cinema Lux, Orizzonti ha messo di fronte, in un dibattito moderato dalla giornalista Giuliana Lucca, l’ex sindaco Flavio Zanonato e il candidato sindaco della Lega Roberto Marcato.
Intanto si è aperta anche la sfida per la segreteria provinciale del Pd padovano. A succedere all’uscente Sabrina Doni in lizza ci sono due donne, Laura Frigo, consigliera comunale di Cittadella, e Caterina Coppo, attuale consigliera comunale di Padova. Il congresso si aprirà entro il 15 novembre come stabilito dalla Direzione regionale.
La tornata elettorale della primavera del 2027 interesserà numerosi Comuni della diocesi. Andranno infatti alle urne, in base alla circolare 83/2024 del Dipartimento degli Affari interni e territoriali del Viminale, le amministrazioni municipali che hanno votato il 3-4 ottobre 2021 e quelle che sono andate al rinnovo nel giugno 2022. In Provincia di Padova nell’autunno di cinque anni fa avevano votato Arzergrande, Boara Pisani, Cartura, Cittadella, Este, Grantorto, Montagnana, Montegrotto, Noventa Padovana, Rovolon e Vigodarzere. Nella primavera 2022, alle urne erano andati, oltre al capoluogo, Abano Terme, Conselve, Gazzo, Loreggia, Lozzo Atestino, Merlara, Piombino Dese, Pozzonovo, San Martino di Lupari, Sant’Urbano, Saonara, Torreglia, Vescovana. Potrebbe andare al voto anche Atesia, dopo che i cittadini di Granze e Sant’Elena hanno detto sì alla fusione.