La lettera. Il nuovo ospedale. Forse le priorità e le spese dovrebbero essere altre
Da quindici anni si discute del progetto, con stime passate da 300 milioni a 2 miliardi e nessun finanziamento certo. Servono invece un nuovo piano sociosanitario regionale e risorse per non autosufficienti e disabili.
Da oltre quindici anni le istituzioni pubbliche padovane e regionali sono impantanate in una stucchevole e ormai insopportabile discussione sulla costruzione del nuovo ospedale a Padova. Di fatto, realisticamente, un “progetto futuribile”, perché nessuna certezza di finanziamento (oltre un miliardo di euro) è stata collocata alle “fondamenta” di questo oneroso progetto. In più occasioni, autorevoli voci della pubblica opinione hanno espresso forti perplessità (dal sottoscritto condivise) sull’opportunità di focalizzare quasi totalmente l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni locali sulla realizzazione di una nuova struttura sanitaria a Padova. è bene fare chiarezza sui tanti (troppi) preventivi di spesa: i balletti sulle cifre hanno fatto ubriacare la politica. Si è passati dai trecento milioni di euro ai cinquecento, settecento, un miliardo e duecento milioni, fino ai due miliardi. Ora dicono che “sarebbe sufficiente” un miliardo. Utilizzo il condizionale perché a consuntivo, se sarà costruito il nuovo ospedale (lavori che non termineranno prima di sei-sette anni), i costi, realisticamente, non potranno essere inferiori al miliardo e mezzo di euro. Non va dimenticata la ben nota sottostima del fondo nazionale di riparto sanità, che provoca preoccupanti contrazioni alle prestazioni per i cittadini e alle dotazioni organiche del personale. Per continuare a garantire qualità e quantità di prestazioni pubbliche sociosanitarie (adeguandole ai reali fabbisogni), in Veneto e a Padova le priorità sono ben altre. Necessita un nuovo piano sociosanitario regionale per estendere omogeneamente, in tutto il territorio, i positivi effetti riformatori: sui servizi territoriali, sui livelli essenziali sanitari e socio-assistenziali, sulla prevenzione, sulla riabilitazione, sulla ricerca medico-scientifica, sull’eccellenza clinica, sulle nuove schede ospedaliere e sugli standard “personale – pazienti – ospiti” delle strutture sanitarie e dei centri servizi per non autosufficienti e persone con disabilità. Alle migliaia di persone non autosufficienti e alle altrettante famiglie con congiunti con disabilità, la Giunta regionale del Veneto dovrebbe impegnarsi a finalizzare sufficienti risorse economiche e professionali alla domiciliarità, alla residenzialità protetta, ai centri diurni, alle Ats, alle case di comunità, all’assegno di cura. Altro che perdere tempo in promesse e in favole sul nuovo ospedale a Padova!