Un parco delle mura e delle acque per Padova? Se ne parla da tempo: a dicembre si è tenuta una seconda conferenza promossa dalla Provincia di Padova, dopo una prima svoltasi a giugno, intitolata “Un Parco delle mura e delle acque per la Grande Padova”. Un appuntamento centrale nel percorso di definizione di una visione strategica condivisa per la valorizzazione dell’intero sistema idraulico e fortificato padovano.
L’identità storica e culturale di Padova è infatti inscindibilmente legata alle sue mura, ma anche alle sue acque. La città è nata e si è sviluppata tra fiumi e canali, e conserva un patrimonio idraulico unico, che ha modellato nei secoli la struttura urbana, influenzato la difesa, favorito i commerci, garantito sostentamento alimentare ed energetico e definito il paesaggio urbano. Tuttavia, se le mura sono oggetto di un pluriennale recupero da parte del Comune di Padova, per molti corsi d’acqua non è lo stesso, e molti presentano livelli di qualità ambientale non sempre adeguati, con una gestione che ha privilegiato giustamente la sicurezza idraulica, trascurando però altri aspetti fondamentali come quelli ecologici, paesaggistici e culturali. Ciò compromette sia la fruibilità e il valore turistico dei canali, sia la loro funzione come corridoi verdi, habitat per la biodiversità e infrastrutture ambientali essenziali.
«Il ruolo della Provincia è quello di essere elemento catalizzatore e di coordinamento, in particolare su temi che non riguardano solo il capoluogo – sottolinea Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale delegato alla Cultura – La Provincia, ad esempio, non ha competenza sulle mura, ma sulle città murate sì. Anche il tema delle acque, in particolare, mette in relazione la città, la cintura urbana e molti altri comuni, creando un vero sistema. Il passo avanti fatto a dicembre è che sono stati presentati gli indirizzi per redigere un protocollo d’intesa, in particolare tra Provincia, Comune di Padova e Università».
Fiumi e canali costituiscono quindi un sistema delle acque che non è solo cittadino, e di fatto portano il “parco” dall’Alta padovana fino ai Colli Euganei e all’Adige. Corridoi d’acqua, ma anche pedonali e ciclabili lungo le rive, dove non mancano manufatti da recuperare. Il progetto si inserisce nella prospettiva di restituire continuità, visione e qualità a un sistema fatto di mura e canali, paesaggi agricoli, corridoi ecologici e percorsi turistici, creando un’infrastruttura territoriale integrata, in linea con gli obiettivi di sostenibilità, rigenerazione urbana e valorizzazione culturale.
«Parliamo di un progetto – conclude Gottardo – che non si limita a recuperare un patrimonio storico, ma ambisce a restituire alla città un rapporto autentico con le sue acque, ricostruendo un equilibrio tra tutela, fruizione e rigenerazione ambientale».
Nel territorio padovano esistono già alcune ciclovie e itinerari ciclopedonali, come l’anello dei colli Euganei: un complessivo “sistema” delle acque e delle mura può completarlo e estenderlo a
fini ambientali e turistici