Mosaico
Parlano gli studenti. Non ingabbiarci, questo chiediamo
Le novità imparate in questo anno di Covid saranno utili alla scuola del futuro?
MosaicoLe novità imparate in questo anno di Covid saranno utili alla scuola del futuro?
Dopo un anno di Covid cosa abbiamo imparato? Questa scuola ha qualche aspetto positivo? Le novità saranno utili alla scuola del futuro? Come dovrebbe essere la scuola? Lanciamo queste domande agli studenti di terzo anno dell’Ipsia Bernardi di Padova. Molte le risposte.
1. Interesse Con la scuola trasferita sul pc o sullo smartphone, la scuola perde il confronto: non stimola il miglioramento con la gratificazione e con la gradualità tipica dei videogiochi «dove si fa proprio questo… creare delle squadre per poi competere nei videogiochi»
2. Trasporti/pendolari La Dad per quanto faticosa è stata un vantaggio per chi abita più lontano: «Con più di 30 chilometri di strada, tradotti in un’ora di autobus da fare ogni giorno per andare a scuola, io trovo che la Dad sia la scuola del futuro». Anche i genitori hanno sperimentato il colloquio coi proff. su Zoom, un’alternativa interessante.
3. Ddi: didattica digitale integrata Molti docenti utilizzano risorse digitali, ma in Italia siamo ancora al guado tra lavagna/gesso e mezzi più moderni. Dice G. Z.: «Ogni anno dobbiamo comprare dei libri cartacei spendendo molti soldi, portando peso sulla schiena. Sarebbe molto meglio avere dei tablet con i quali possiamo comprare on line i libri spendendo poco. Ci sarebbe meno spreco di carta e meno inquinamento».
4. Relazioni umane «Beh prof., in Dad puoi fare quello che vuoi (mangiare, stare in pigiama tutto il giorno, giocare) ma nessuno può sostituire le risate e il casino che si fa in classe» afferma con onestà G. S., brillante di simpatia più che di risultati scolastici; mentre P. F. racconta la fatica: «In Dad abbiamo 15 minuti di pausa tra un’ora e l’altra, mentre in presenza con il rientro facciamo nove ore di fila senza pause se non per il pranzo. Sarebbe bello avere pause (tempo per le relazioni umane) anche quando riprenderemo in presenza».
5. Finalità della scuola «Penso che la scuola abbia il compito di prepararci a quello che dovrà essere il mondo là fuori, ma la triste verità è che la scuola ci insegna tutto, ci prepara a tutto, ma non ci insegna a vivere, non ci dice come cavarcela nei momenti difficili nella vita – sottolinea R. Y. – Veniamo giudicati da 1 a 10 e se non otteniamo voti decenti è finita! La scuola che vorrei dovrebbe spiegarci come vivere e perché è importante accettare la vita e apprezzarsi per ciò che si è… Dovrebbe aiutarci a rendere chiare le idee non a “ingabbiarci” con dei numeri; perché i più deboli ne risentono, i più forti invece non vengono compresi. Anche se gli indirizzi li scegliamo noi, io penso che siamo influenzati e molto ci venga imposto».
hanno risposto alcuni studenti di 3° Aib-manutenzione impianti elettrici-elettronicie 3° Pa-produzioni meccaniche del Bernardi di Padova