Idee
“Metti in ordine la tua stanza”. Alzi la mano chi non ha mai sentito questa frase (intimazione? Supplica? Esternazione rassegnata?) in una qualunque famiglia dove alberga (non abita) un adolescente (e non solo).
C’è chi, quella stanza, semplicemente la chiude per non vedere le scarpe abbandonate in qualche angolo, i vestiti accatastati sulla scrivania, qualsiasi genere di cose sul letto dove pure miracolosamente il/la giovane riesce a passare buona parte del tempo.
C’è anche chi insiste nella convinzione che ricordare l’ordine è questione di rispetto per le persone, la casa, per se stessi. E magari ogni volta capitola rinviando all’intimazione successiva chissà quali terribili conseguenze.
Sostanzialmente ci si rassegna.
Chissà che l’ultima iniziativa del Ministero dell’Istruzione non aiuti anche le famiglie in difficoltà, ricordando a quegli stessi adolescenti (e non solo) che fuori di casa frequentano le aule scolastiche che anche queste ultime vanno lasciate in ordine per la medesima questione di rispetto verso gli altri, le cose, se stessi.
E’ questa l’intenzione della nota firmata dal ministro Giuseppe Valditara su “Cura e decoro degli ambienti scolastici”, con la quale “intende stimolare e valorizzare all’interno della comunità scolastica comportamenti responsabili da parte degli studenti finalizzati alla cura e al mantenimento del decoro degli ambienti”.
La Nota precisa che “le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica segnalano l’importanza che fin dai primi anni della quotidiana vita scolastica degli alunni siano presenti occasioni concrete di esercizio della convivenza civile, attraverso l’abitudine alla cura e al corretto uso degli spazi scolastici, dei sussidi e delle attrezzature comuni, l’osservanza di comportamenti rispettosi delle persone e dei beni pubblici”. E di conseguenza invita “i dirigenti e il personale scolastico a sensibilizzare gli alunni e gli studenti alla pulizia e al decoro degli ambienti scolastici e degli arredi e alla cura delle attrezzature e dei sussidi impiegati nella didattica, quale forma di rispetto verso sé stessi, verso l’intera comunità scolastica e verso i beni pubblici loro affidati”.
Sembra una cosa scontata, ma non lo è, considerati gli esempi che circolano – non solo nel mondo studentesco – di comportamenti poco rispettosi della cosa pubblica (di tutti, quindi non “mia”, per cui me ne posso disinteressare) e l’iniziativa del Ministero è certamente un segnale nella direzione di una crescita di responsabilità dei più giovani, obiettivo peraltro proprio dell’istituzione scolastica (anche se non necessariamente da perseguire in prima istanza con stracci e scopettoni).
“Responsabilizzare gli studenti sull’uso corretto di beni pubblici – ha affermato Valditara – è importante per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità. Vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile”.
Non si può dargli torto e forse qualche polemica di troppo rispetto all’iniziativa del Ministero – che ha stanziato tra l’altro 30 milioni di euro per la realizzazione di progetti didattici per promuovere la cura e il rispetto dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti – può suonare strumentale.
L’auspicio è che l’autorevole sottolineatura ministeriale faccia riflettere e incoraggi gli adulti che con i più giovani convivono anche fuori dalla scuola.