Fatti
Una sconfitta che fa male: al Partenio Lombardi matura una sconfitta per i ragazzi di Andreoletti per uno a zero. Un risultato che rispecchia quanto visto in campo: un Padova impreciso e sottotono che per lunghi tratti della gara ha resistito alle iniziative irpine, rischiando più volte lo svantaggio e salvato in più occasioni dagli interventi di un monumentale Sorrentino, migliore in campo senza discussioni. Quello che brucia di più è la posta in palio: si trattava di uno scontro diretto in chiave salvezza, e il ko pesa doppio in classifica. A rendere il quadro ancora più preoccupante, la prossima settimana il Padova si troverà ad affrontare un trittico di partite sulla carta ben più impegnative: Catanzaro, Venezia e Palermo.
Confermato il 4-4-2 con Sorrentino in porta; Belli, Sgarbi, Pastina (preferito a Perrotta), Faedo in difesa; Capelli, Fusi, Crisetig e Di Mariano a centrocampo, attacco affidato a Buonaiuto e Lasagna.
I “lupi” di Ballardini optano per il 4-3-1-2 con Daffara in porta, Cancellotti, Izzo, Simic e Sala in difesa; Sounas, Palmiero e Besaggio a centrocampo; Palumbo sulla trequarti alle spalle dell’ex Biasci e Patierno.
L’avvio nel primo tempo è subito di marca irpina: al 2° Patierno ruba il pallone a Pastina e si dirige indisturbato verso la porta di Sorrentino, ma il tiro dell’attaccante campano è centrale e non impensierisce il portiere biancoscudato. Al 4° arriva il primo brivido vero: Biasci calcia dalla lunga distanza con un destro a giro che si infrange sul palo sinistro della porta difesa da Sorrentino. All’11° la prima vera occasione per i biancoscudati: lancio meraviglioso di Buonaiuto che pesca Lasagna a tu per tu con il portiere, ma il numero 15 mette largo sprecando una ghiotta opportunità. L’Avellino non si ferma e al 12° Biasci manda di poco largo un rigore in movimento servito da Besaggio, mentre al 14° su corner Palumbo crossa in area e sugli sviluppi Simic, dall’area piccola, fallisce clamorosamente a Sorrentino già battuto: il Padova si salva per un soffio. Al 16° si ferma Sgarbi, che richiede l’intervento dello staff medico: al 18° il centrale biancoscudato è costretto a lasciare il campo, con Villa che lo sostituisce. Al 21° ancora pericolosi i padroni di casa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma Sorrentino blocca il tentativo di tacco di Izzo e permette al Padova di ripartire. Al 24° cartellino giallo per Izzo, colpevole di un intervento in ritardo su Lasagna. Nella fase centrale del primo tempo il Padova soffre la pressione avversaria, con Buonaiuto prezioso nel conquistare falli a centrocampo per spezzare il ritmo del forcing irpino. Al 37° provvidenziale chiusura di Faedo che sventa una potenziale occasione per l’Avellino; in ripartenza Buonaiuto arriva al tiro ma mette largo. All’41° doppio traversone di Di Mariano e Belli, senza però trovare compagni pronti a colpire in area. Al 43° il momento più difficile del primo tempo: doppio miracolo di Sorrentino, che para due volte sul doppio tentativo ravvicinato di Sounas dall’interno dell’area, tenendo il risultato sullo 0-0. Nei minuti di recupero (tre concessi dall’arbitro Perenzoni) ancora strepitoso Sorrentino, che al 46° salva d’istinto su un cross dalla sinistra deviato in maniera sfortunata da Capelli e Pastina. Al 48° cartellino giallo per Patierno per un intervento in ritardo su Belli. Si va al riposo sullo 0-0: un primo tempo in cui l’Avellino ha creato molto, sfiorando il gol in più occasioni, con il Padova a fare affidamento sulle prodezze di un monumentale Sorrentino e sulla compattezza difensiva nei momenti di maggiore pressione.
La ripresa si apre con una mossa a sorpresa di Andreoletti: triplo cambio immediato con Di Maggio, Silva e Giunti che rilevano Crisetig, Faedo e Buonaiuto, rimescolando le carte in un colpo solo. Al 49° primo cartellino giallo della ripresa per Palmiero, colpevole di un fallo da dietro su Di Maggio. Il Padova prova subito ad alzare il baricentro: al 50° Lasagna impegna seriamente Daffara con un sinistro su assist di Fusi, ma il portiere irpino risponde con una paratona che vale un corner per gli ospiti. L’Avellino replica al 52° con Sounas che, su una gran palla di Sala, colpisce debolmente di testa davanti a Sorrentino, sprecando una ghiotta opportunità. Al 54° cartellino giallo per Villa, primo ammonito del Padova nella ripresa. Al 56° ancora Sounas pericoloso sull’imbucata di Besaggio, ma Sorrentino si fa trovare ancora una volta pronto.
Al 66° primo cambio per Ballardini: fuori Patierno, dentro Russo. Un minuto dopo, al 67°, brivido enorme per il Padova: Biasci da pochi metri dalla linea di porta non riesce a ribadire a rete il pallone messo in mezzo dal compagno su calcio d’angolo, con Di Maggio che salva provvidenzialmente mettendo fuori, concedendo però un altro corner agli irpini. Al 71° Pastina anticipa Sounas e mette fuori il suo tentativo di cross: ennesimo corner per l’Avellino, che continua a premere con insistenza sulle palle inattive. Al 79° cartellino giallo per Pastina, mentre Ballardini effettua il doppio cambio inserendo Insigne ed Enrici al posto di Izzo e Sounas. All’82° ultimo cambio del Padova: entra Varas, esce Lasagna. All’83° grande iniziativa personale di Russo, che dopo aver dribblato un paio di avversari calcia verso la porta biancoscudata: Sorrentino risponde ancora una volta presente in una serata da protagonista assoluto, ma è solo il preludio al vantaggio irpino. All’85° il momento più emozionante della gara per il Padova: gran destro a giro di Di Mariano dal limite dell’area che si stampa in pieno sulla traversa della porta di Daffara, con i biancoscudati vicinissimi al gol del vantaggio. L’arbitro concede 3 minuti di recupero, ma è al 92° che arriva il colpo del destino: Russo, già pericoloso in precedenza, batte Sorrentino con una gran botta dall’interno dell’area e regala all’Avellino il gol dell’1-0 che gela i biancoscudati nel finale. Una beffa durissima, maturata nell’ultimo respiro di una partita in cui il Padova aveva resistito a tutto, sfiorato il vantaggio con Di Mariano e visto Sorrentino compiere miracoli su miracoli, per poi arrendersi a un guizzo beffardo che fa malissimo in chiave salvezza.
Matteo Andreoletti non cerca alibi, ma spiega con lucidità cosa non ha funzionato: «È stata una partita da parte nostra molto, molto complicata. La terza partita ravvicinata per quanto ci riguarda è molto pericolosa, perché sappiamo che per stare in questo campionato dobbiamo sempre spingere sull’acceleratore. Oggi abbiamo fatto fatica a dare intensità, a essere a 300 all’ora contro una squadra che ha dimostrato di avere giocatori di grande qualità». Il tecnico bergamasco è onesto fino in fondo sulla prestazione dei campani: «Credo che l’Avellino con tutta onestà meritasse di andare in vantaggio. È chiaro che questo aumenta il rammarico, perché se poi, con un po’ di bravura e anche un po’ di fortuna, riesci a non andare sotto e ti trovi a un minuto e mezzo da un pareggio che per la nostra classifica in questo momento sarebbe stato molto importante… Per assurdo, questo tipo di prestazioni con questo risultato sfumato nei minuti finali aumenta addirittura il rammarico». Anche a caldo, il mister mantiene la stessa lucidità: «L’Avellino ci è stato superiore per gran parte della partita. Noi, però, al di là della traversa e del gran colpo di Di Mariano, eravamo dentro la partita, ci siamo difesi con grande qualità. Dispiace non raccogliere nulla, perché a dieci partite dalla fine anche un punto in trasferta contro una squadra come l’Avellino può essere determinante nel nostro percorso». Sul fronte degli infortuni, Andreoletti fa il punto sulla situazione di Sgarbi, costretto al cambio nel primo tempo: «Credo abbia avuto la sensazione che si indurisse il polpaccio, ed è stato sostituito per questo motivo». Sull’impiego di Caprari, rimasto in panchina per tutta la gara, il tecnico spiega la propria scelta tattica: «Devono esserci le condizioni per entrare. Oggi davanti abbiamo cercato di mantenere giocatori di gamba, giocatori che a campo aperto potessero determinare. Ho cercato nel corso della partita — purtroppo bruciandoci un cambio nel primo tempo un’altra volta — di alzare l’intensità della squadra con giocatori magari più freschi. Purtroppo questa lettura non ci ha premiato e quindi torniamo a casa con una brutta sconfitta». Sul tema della quota salvezza e di una lotta sempre più intensa e imprevedibile, Andreoletti si affida alla propria onestà intellettuale: «Sono al mio primo campionato di Serie B, anzi non l’ho ancora terminato, e quindi faccio fatica a quantificare. Non ne ho la più pallida idea, mi fido un po’ dei pareri dei miei colleghi e soprattutto dei dirigenti più esperti». Il messaggio finale, però, è chiaro: «Dobbiamo pensare al nostro percorso, cercare di alzare il livello delle prestazioni e, laddove non riesci a offrire belle prestazioni, devi comunque raccogliere punti. Questa era quel tipo di partita in cui non fai una bella prestazione dal punto di vista qualitativo, ma devi comunque portare a casa qualcosa».
Il prossimo appuntamento sarà sabato 14 marzo alle ore 15 all’Euganeo contro il Catanzaro. Bisognerà rialzare subito la testa: è stata molto difficile tornare in cadetteria, e la serie B va tenuta stretta con ogni mezzo.