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Fondazione Irpea. Centri diurni più lunghi
Per chi lo desidera, le attività potranno continuare fino alle 18 per approfondire le competenze, puntando allo sviluppo delle abilità con progetti diversificati e “su misura”
MosaicoPer chi lo desidera, le attività potranno continuare fino alle 18 per approfondire le competenze, puntando allo sviluppo delle abilità con progetti diversificati e “su misura”
Il tempo dedicato alla crescita personale non è mai tempo perso. Soprattutto se da questo dipende il raggiungimento della propria autonomia. Fondazione Irpea lo sa, ed è per questo che a partire da quest’anno, ha deciso di prolungarel’orario di presenza nei suoi centri diurni per persone con disabilità. «Le attività laboratoriali individuali e di gruppo potranno continuare, per chi lo desidera, fino alle 18 – racconta il direttore Irpea Stefano Rizzo – In questo modo le famiglie riceveranno maggior supporto e gli ospiti avranno a disposizione dieci ore settimanali extra da dedicare all’acquisizione di competenze e allo sviluppo di abilità, relative a molteplici e variabili dimensioni di sviluppo». L’approccio altamente personalizzato della Fondazione, infatti, permette di indirizzare la persona verso il progetto di crescita più adatto alle sue esigenze e caratteristiche. Alcuni laboratori rispondono a una dimensione più cognitiva, altri a una più motoria-riabilitativa, e altri ancora a una più relazionale e di socializzazione. Come il progetto “Stiamo in rete”, pensato per insegnare a gestire le relazioni a distanza e favorire l’inclusione attraverso i canali multimediali: «Recentemente abbiamo concluso il percorso di formazione interna rivolto a educatori e operatori della Fondazione – racconta ancora Rizzo – La prossima fase porterà alla creazione e all’attivazione dei relativi laboratori nei centri diurni». Il percorso di apprendimento che si avvale delle apparecchiature finanziate da Autostrade per l’Italia, consentirà quindi a 170 giovani e adulti con disabilità intellettiva e fisica di imparare a utilizzare i dispositivi tecnologici e sperimentare nuove forme di socializzazione, comunicazione e relazione. Ma il sostegno alla domiciliarità della persona con disabilità non si esaurisce nelle sole attività interne alla Fondazione. L’attenzione di Irpea va oltre, entrando direttamente nelle case in cui risiede il bisogno. «Quando incontriamo persone con esigenze di assistenza specifiche che esulano però dalla nostra area d’intervento – racconta la referente Silvia Salmaso – attiviamo un percorso di affiancamento, orientato a individuare la soluzione residenziale abitativa più adatta alle loro necessità. Attraverso il nostro servizio di assistenza domiciliare, cerchiamo di instaurare un rapporto di fiducia con la persona con disabilità e proviamo a coglierne le passioni e le attitudini. Poi attiviamo i nostri partner per rispondere al suo bisogno».
È questo il caso di Marco (nome di fantasia), 50enne di Padova. «Marco sa già gestire in autonomia le attività domestiche ed è in grado di spostarsi in città – racconta l’educatore che lo segue – Con Irpea acquisirà maggior consapevolezza di sé e del suo futuro e troverà il servizio più adatto alle sue esigenze». Per una vita più autonoma e felice.