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A Poncia, località di Curtarolo nella parrocchia di Santa Maria di Non, la festa della Madonna della Salute torna a raccogliere la comunità attorno al piccolo tempietto di via Argine, luogo semplice e caro alla devozione popolare. Quest’anno i festeggiamenti assumono un significato particolare: ricordano i cinquant’anni dell’attuale oratorio, costruito tra il 1974 e il 1975 e nato per dare continuità a un culto molto più antico.
«I lavori iniziarono il 21 novembre 1974, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria della Madonna della Salute – ha scritto il parroco, don Leonildo Ragazzo, nel bollettino parrocchiale – L’anno successivo la chiesetta vide la luce, diventando presto un punto di riferimento per le famiglie della contrada. La struttura odierna è relativamente recente, ma custodisce una storia di fede radicata nel tempo, fatta di preghiere, promesse, riconoscenza e presenza silenziosa. La ricorrenza dei cinquant’anni non è soltanto un dato cronologico. È soprattutto l’occasione per rileggere mezzo secolo di vita comunitaria: celebrazioni, sagre, processioni, momenti di raccoglimento e incontri che hanno fatto del tempietto un segno familiare nel paesaggio e nella memoria di Poncia».
Il legame con la Madonna della Salute si esprime ogni anno nella sagra, che si terrà dal 20 al 25 agosto (è promossa dalla parrocchia di Santa Maria di Non in collaborazione con la pro loco). Sabato 22, messa alle 18.30 nel santuario della Madonna della Salute e – a seguire – processione onore della Vergine; ogni giorno alle 18.30, rosario e messa; alle 19, apertura dello stand gastronomico; dopo cena, esibizioni musicali.
«La festa fa parte di una bella tradizione a cui siamo affezionati» sottolinea don Leonildo Ragazzo. Nel tempietto, durante le liturgie, la comunità invocherà il Padre per intercessione di Maria, chiedendo il dono della salute integrale: fisica, psicologica e spirituale. Un ricordo particolare sarà rivolto anche ai benefattori dell’oratorio, oggi defunti. La preghiera si allargherà agli ammalati, ai familiari che li accompagnano nella cura quotidiana e a quanti operano negli ospedali, nelle case di comunità e nelle case di riposo: medici, infermieri, operatori e personale sanitario. La Madonna della Salute, nella sensibilità della gente, resta infatti una presenza a cui affidare fragilità, fatiche e speranze.
«Un grazie speciale va anche a chi, durante tutto l’anno, si prende cura del tempietto, aprendolo al mattino e chiudendolo alla sera. Sono gesti discreti, ma preziosi, che permettono a chi passa di entrare, sostare e pregare. In questa fedeltà quotidiana si riconosce il volto più autentico della devozione popolare».